Montecitorio

Incontro Meloni-Letta: dialogo aperto sulle riforme e il Copasir

Non solo pandemia. Il segretario Pd cerca il confronto con il centrodestra sulle regole da riscrivere. Sì a Fdi su riequilibrio Commissioni di garanzia

Enrico Letta vuole il dialogo con il centrodestra su temi chiave come le riforme costituzionali e la legge elettorale. A Fratelli d’Italia questo sta bene, ma intanto il partito di Giorgia Meloni reclama - in quanto opposizione - la presidenza del Copasir. Sul Comitato parlamentare per la Sicurezza della Repubblica, dall’insediamento dell’esecutivo Draghi, è in atto uno scontro tra FdI e la Lega, che non vuole cedere la presidenza. 

 

Dunque, non solo pandemia. L’incontro di oggi a Montecitorio tra i due segretari è il primo di una nuova stagione di confronto. Che chiama in causa il sistema delle regole che dovranno traghettare il Paese verso la legislatura del 2023 e governare l’assetto istituzionale. Specie, dopo il taglio del numero di deputati e senatori sugellato dal referendum costituzionale.  Non sono questioni di scarso rilievo. Tutt’altro. Si tratta delle basi per garantire governabilità al Paese. Regole da riscrivere, per le quali manca ancora chiarezza tra le forze politiche. A cominciare dalla riforma del sistema elettorale.

 

Giorgia Meloni parla di “incontro positivo, che rientra nel rapporto di normale dialettica tra maggioranza e opposizione. Fratelli d’Italia è l’unico partito che si oppone al governo Draghi e il Pd è il partito che oggi incide in maniera molto rilevante nel governo e nella maggioranza”. Un’ora di colloquio, in cui si è discusso anche di piano vaccinale e delle risposte che servono per arginare la crisi economica causata dal Covid. La leader chiede che i 5 miliardi del cashback vengano destinati alle aziende a rischio chiusura. E insiste sul “regolare rapporto maggioranza-opposizione. A partire dal rispetto della legge che assegna a quest’ultima la presidenza del Copasir”. Il Comitato, che esercita il controllo sulle attività di Intelligence e ha poteri molto ampi, nel 2019 - con l’uscita della Lega dal governo Conte – è passato sotto la guida di Raffaele Volpi, uomo di Salvini. Ma adesso che il Carroccio è di nuovo in maggioranza la presidenza spetta all’unico gruppo di opposizione, ovvero FdI. Per vincere le resistenze leghiste, Meloni ha bisogno del sostegno degli altri partiti di Governo. E Letta, riferiscono fonti del Nazareno, è disposto ad aprire una riflessione sul riequilibrio delle Commissioni di garanzia.

 

Manifestando la volontà di porre la questione all'attenzione delle altre forze di maggioranza. FdI, tuttavia, non rinuncia all’ipotesi di un ritorno alle urne, necessario per rafforzare la democrazia. “Ci auguriamo che Mario Draghi alla guida del governo ed Enrico Letta alla guida del Pd vogliano essere più disponibili al dialogo con l’opposizione di quanto non lo siano stati Conte e Zingaretti”. 

Anche dal Pd il giudizio sul colloquio odierno è positivo. “Un buon incontro, clima cordiale, riflessioni costruttive. Ferme restando le evidenti differenze tra i due leader di partiti chiaramente alternativi”. Letta ha già una sua scaletta di priorità. E “il confronto tra tutte le forze politiche per dare risposte di sistema ai vizi sempre più evidenti della ‘democrazia malata’ e alle degenerazioni del trasformismo e dell'instabilità”, è tra queste. Il segretario spinge per disegnare nuove norme che assicurino chiarezza del voto e governi più stabili. Per farlo serve il contributo di tutti. 

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