Nuove tendenze

Nomadismo digitale: dove lavorare (all’estero) in smart working

Nonostante difficoltà negli spostamenti, in molti pensano a trasferirsi all’estero, sfruttando smart working e tasse agevolate. In Grecia o Portogallo

Con l’aumento di ricorso allo smart working sono già in molti ad aver lasciato le grandi città per trasferirsi in collina, in campagna, magari possibilmente anche al mare o in montagna, se si ha una seconda casa. Ma c’è anche chi sogna di cambiare vita, iniziando dal Paese. Complice la possibilità di lavorare da remoto e le agevolazioni fiscali per molti stranieri “long workers” questa possibilità diventa più appetibile e ha anche un nome: nomadismo digitale.

E’ un fenomeno che indica proprio la flessibilità nella location scelta per il lavoro, quando è possibile non doversi recare in un ufficio presso un’azienda. La tendenza si sta affermando soprattutto in località della Grecia o del Portogallo che prevedono tassazioni ridotte anche del 50% per chi fa soggiorni medio-lunghi. Un modo per compensare anche le minori entrate turistiche, a causa delle restrizioni per i viaggi all’estero, tra quarantene e tamponi. Proprio in Portogallo è nata la prima “isola per nomadi digitali”.

 

Chi e perché si diventa nomadi digitali

Il requisito principale è avere voglia e possibilità di viaggiare, contando su un lavoro “agile”, flessibile, insomma smart. I nomadi digitali fanno i lavori più disparati, accomunati solo dal fatto che possono essere svolti senza limiti di spazio e di tempo attraverso un computer: spesso sono copywriter, programmatori, designer, consulenti, ma anche insegnanti di yoga su Youtube o Content creator. In qualche caso ci sono anche esperti di risorse umane, non legati alla presenza in ufficio, ma che possono selezionare il personale o scremare curriculum da remoto. Nella maggior parte dei casi si tratta di freelance.

 

Madeira, paradiso dei nomadi digitali

Fra le destinazioni più ambite dei nomadi digitali negli ultimi anni ci sono la Thailandia e altri paesi del Sud-est asiatico, ma da febbraio si è aggiunta l'isola portoghese di Madeira. L'iniziativa, chiamata Digital Nomads Madeira, prevede di accogliere in un apposito villaggio i residenti temporanei nel borgo di Ponta do Sol, che possono contare su alloggi a prezzo scontato, servizi digitali, uno spazio gratuito per lavorare e connessione Internet superveloce, oltre a sole e mare, cucina locale e possibilità di escursioni nel tempo libero. La prima fase del Digital Nomads Madeira, iniziata il 1° febbraio, si concluderà il 30 giugno.

 

La Grecia apre ai viaggi dal 14 maggio

Intanto la Grecia si sta organizzando anche in vista della stagione turistica 2021. "Siamo più che ottimisti e pronti ad accogliere i viaggiatori internazionali" ha affermato il ministro del Turismo greco, Harry Theoharis, a ITB Berlin Now, sottolineando come il Paese stia adottando tutte le precauzioni sanitarie per garantire vacanze Covid-free. L’apertura dei confini è ufficialmente prevista dal 14 maggio. "Non sarà impedito alle persone di entrare in Grecia – ha chiarito il Ministro - ma dovranno solo risultare negativi al Covid test, anche se non vaccinati".

Nuovi protocolli sanitari nazionali entrano in fase di sperimentazione fin da questi giorni e saranno estesi a maggio, per poi eventualmente essere integrati con il certificato vaccinale digitale europeo. "Vediamo la fine di questo periodo oscuro", dice Theoharis con fiducia.

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