si torna a scuola

Domani riaprono le scuole, anche in zona rossa. Ecco le eccezioni

Si torna sui banchi, come indicato dal premier Draghi, fino alla prima media. Studenti delle superiori al 50%. In Puglia il freno a causa dei contagi

E’ ora di tornare a scuola, dopo le vacanze pasquali, ma soprattutto dopo lo stop forzato a causa della pandemia Covid. Si tornerà in presenza, dunque, in tutta Italia, anche nelle zone rosse e fino alla prima media. A deciderlo era stato il Governo, su spinta del premier, Mario Draghi, che ha deciso di non concedere discrezionalità ai Governatori delle Regioni su possibili ulteriori restrizioni nelle fasce di maggiore rischio.

L’apertura, infatti, “non può essere derogata da provvedimenti dei Presidenti delle regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano e dei sindaci”. Le uniche eccezioni sono consentite in caso di forte recrudescenza dei contagi tra la popolazione studentesca, come in Puglia, dove ai ragazzi è stata data la possibilità di seguire le lezioni a distanza.  

Nelle regioni arancioni, invece, da domani 7 aprile, tutti saranno in classe fino alla terza media, mentre per le superiori si manterrà il criterio del 50% in presenza e 50% in Dad, con la possibilità di arrivare al 75%.

 

Zona rossa: tutti in classe (o quasi)

In zona rossa dal 7 aprile tornano a scuola i bambini della scuola dell’infanzia e gli alunni fino alla prima classe di scuola media. Restano in Dad dalla seconda media in poi.

 

Zona arancione: in Dad solo le superiori al 50%

In zona arancione le scuole riaprono domani regolarmente fino alla terza media. Per le superiori è prevista la presenza tra il 50% e il 75%. E’ però possibile anche in zona arancione chiudere nuovamente le aule e tornare in Dad in quei territori che dovessero rivelare un livello di contagio superiore ai 250 positivi per 100 mila abitanti in una settimana.

 

Il caso Puglia

La Regione ha registrato un boom di contagi negli ultimi giorni spingendo l’Amministrazione a permettere alle famiglie che ne faranno richiesta di seguire le lezioni a distanza. Si tratta di una eccezione al decreto, prevista all’articolo 2, “consentita solo in casi di eccezionale e straordinaria necessità dovuta alla presenza di focolai o al rischio estremamente elevato di diffusione del virus SARS-CoV-2 o di sue varianti nella popolazione scolastica. I provvedimenti di deroga – si legge nel documento - sono motivatamente adottati sentite le competenti autorità sanitarie e nel rispetto dei principi di adeguatezza e proporzionalità, anche con riferimento alla possibilità di limitarne l'applicazione a specifiche aree del territorio”.

Il provvedimento in Puglia resterà in vigore fino al 30 aprile.


Campania e Umbria sorvegliate speciali

Anche in Campania la situazione è a rischio, per questo domani si tornerà a scuola, ma con un’attenta sorveglianza. “In casi straordinari, certo, ma non è escluso che i nostri amministratori se ne servano per chiudere di nuovo” hanno fatto sapere i vertici regionali. In Umbria, invece, le riaperture saranno come in zona rossa (fino alla 1° media), nonostante sia arancione “in considerazione della presenza di varianti del virus da Sars Cov-2 in Umbria - sottolinea la Regione - si valuteranno progressivamente i provvedimenti da prendere nelle settimane successive, in ambito scolastico e non”.

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