Scuola “sotto attacco”

Attacco hacker registro elettronico scuola: chiesto riscatto Bitcoin

Dopo aver mandato in tilt il sistema informatico che gestisce compiti, voti e comunicazioni scuola-famiglia, i pirati informatici vogliono Bitcoin. Il caso

E’ diventato un caso l’attacco informatico al registro elettronico della Axios, che ha di fatto bloccato le attività scolastiche in moltissimi istituti. Dopo aver sottratto decine di migliaia di file e dati dal registro scolastico in formato digitale, messo a punto da Axios e di cui si servono numerose scuole, ora gli hacker avrebbero chiesto un consistente riscatto in Bitcoin, la moneta digitale utilizzata negli scambi online e non solo.

 

L'Axios ha presentato denuncia alla Polizia postale di Roma e non avrebbe assecondato le richieste dei “sequestratori”, ma i problemi non mancano per professori e famiglie, proprio all’indomani della riapertura delle scuole, ma con ancora il 50% circa degli studenti delle superiori in Dad.

 

Il caso: l’attacco al registro elettronico

L’azione dei pirati informatici nelle scorse ore sta continuando a creare disagi in moltissime scuole. Si tratta di un attacco del tipo “ransomware”, che prevede una sorta di sequestro di siti, con tanto di richiesta di “riscatto” in cambio del ritorno alla normalità e della restituzione dei dati sottratti. Questo tipo di attacco purtroppo non è raro e riguarda, nel caso specifico, il software che gestisce il registro elettronico, largamente usato nelle scuole non solo per la valutazione degli allievi, ma anche per registrare presenze e assenze, assegnare i compiti a casa e comunicare con le famiglie, ad esempio l’orario di ricevimento dei docenti.

 

Le conseguenze

Il primo effetto dell’attacco hacker è stato il ritorno alle tradizionali comunicazioni scritte, tramite diario cartaceo. Ma i disagi sono destinati a proseguire almeno fino a lunedì 12, secondo gli esperti. “Inizialmente pensavamo di ripristinare i servizi dei registri elettronici delle 2.500 scuole italiane che gestiamo domani (cioè oggi per chi legge, NdR), ma abbiamo deciso di rimandare a venerdì o al massimo a lunedì prossimo. Il motivo è che vogliamo potenziare ulteriormente le misure di sicurezza” ha dichiarato all’agenzia di stampa AGI Stefano Rocchi, amministratore unico di Axios Italia, azienda che gestisce il software hackerato.

Non sono stati persi dati importanti, ma solo qualcosa di marginale che può essere facilmente recuperato. Inoltre voglio precisare che nessun dato è stato rubato dai nostri sistemi. Questo dimostra che la nostra sicurezza era buona” ha aggiunto Rocchi.

 

Disagi in Dad

Axios gestisce i registri elettronici del 40% degli istituti italiani, dunque i disagi sono notevoli. Ancora maggiori, però, sono quelli per gli studenti in Dad, ossia i ragazzi delle scuole superiori, che possono frequentare in presenza solo al 50%, con punte del 75% nei territori con minori contagi Covid. Problemi analoghi si registrano anche nelle seconde e terze medie in zona rossa, dove gli studenti seguono le lezioni a distanza.

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