Sessismo digitale

Siri “diventa” un uomo: l’assistente Apple non sarà più (solo) donna

Il cambio arriva per evitare stereotipi di genere e dopo le accuse di sessismo da parte dell’Onu. Modifiche anche per Microsoft che dice addio a Cortana

Chi l’ha detto che la perfetta assistente debba essere una donna? In un’epoca di revisione e riposizionamento di ruoli, anche il mondo della tecnologia apre a una piccola grande rivoluzione: Apple ha infatti deciso di “rinunciare” alla voce femminile di Siri, l’assistente della mela morsicata. O meglio: a guidare gli utenti con consigli e indicazioni non sarà più solo una donna virtuale, ma potrebbe anche essere un uomo. Una scelta che arriva dopo le accuse di sessismo da parte dell’Onu, che risalgono a due anni fa.

 

Siri non sarà più solo “donna”

La parola d’ordine è “inclusione” così Apple ha deciso di aggiornare il proprio sistema operativo iOS (iOS 14.5) all'insegna della diversità. La novità consiste nella rinuncia all'impostazione predefinita dell'assistente virtuale con la voce femminile. D’ora in poi saranno gli utenti - per ora negli Usa – tra un’assistente virtuale uomo o donna, al momento dell’installazione. La modifica sarà effettiva non appena estesa a tutti e non solo disponibile per gli sviluppatori.

 

Aumentano le possibilità

Non si tratta, però, dell’unica novità. Al momento è possibile scegliere tra due opzioni, di genere maschile e femminile, e sei diversi accenti: americano, britannico, indiano, sudafricano, australiano e irlandese. Grazie al nuovo aggiornamento la gamma di voci viene ampliata e perfezionata, con due nuove voci in inglese per Siri che potranno essere selezionate dagli utenti di questa lingua.

La svolta arriva per aumentare la gamma di possibilità, ma anche per rispondere alle “vecchie” accuse di sessismo e discriminazione di genere rivolte ai big dell’informatica e del settore tech.

 

Le accuse dell’Onu

Già due anni fa un rapporto dell’Organizzazione delle Nazioni Unite aveva sottolineato come i principali assistenti virtuali, Siri compreso, ricorressero di default alla voce femminile. Una pratica che “riflette e rafforza l’idea che gli assistenti – coloro cioè che agiscono con un ruolo di aiuto e sostegno alle attività di altri – siano donne” scriveva l’Onu, spiegando come questo alimenti l’idea che le donne siano sempre a disposizione, “dolci”, premurose e pronte ad aiutare semplicemente con un tocco o con un comando vocale come “hey” o “OK”.

 

Cambio anche in Microsoft

Se è vero che Alexa è ancora femminile, proprio la sua concorrenza (insieme a quella di Google assistant) hanno portato Microsoft a un cambio, dicendo addio a Cortana. In realtà è più un “arrivederci”: da pochi giorni è stata rimossa dai dispositivi mobili, ma continua a funzionare su Windows 10.

Elenchi e promemoria sono solo su Windows 10 e le app To Do di Microsoft, disponibili sia per Android sia per iOS. Potrebbe però presto arrivare un assistente basato sull’intelligenza artificiale per le app Microsoft 365.

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