Faccia a faccia

Salvini e Letta si parlano ma sul tavolo niente ‘temi divisivi’

Il dem: “Entrambi tifiamo Draghi”. Il leghista: “Nessun ricatto, ma aprire dove possibile”. E sulla legge elettorale: “Per me va bene quella che c’è”.

Salvini e Letta si parlano ma sul tavolo niente ‘temi divisivi’

Hanno parlato di temi su cui un’intesa c’è: emergenza sanitaria e aiuti per uscire dalla crisi economica. Per il resto, Enrico Letta e Matteo Salvini hanno preferito non affrontare i “temi divisivi” e lasciare che l’incontro scorresse ‘cordiale’ nel clima che si conviene a due alleati di governo.

 

Nella sede dell’Arel, dove il leader del Pd nelle ultime settimane sta ‘conoscendo’ uno ad uno i segretari dei partiti di centrosinistra e centrodestra, ad eccezione della Meloni incontrata a Montecitorio, il faccia a faccia con il segretario leghista. “Con la Lega andremo alle elezioni su fronti contrapposti. Ma in questo momento sosteniamo il governo Draghi, lo sosteniamo e lavoriamo insieme per fare uscire l'Italia dalla pandemia”, dice Letta. Identica la linea del Carroccio. "Dividersi adesso non ha senso. Prima viene l'interesse del Paese. Nonostante la Lega e Pd abbiano storie, tradizioni e idee diverse su tanti fronti, però la battaglia è comune: un imponente e poderoso decreto dedicato interamente alle imprese da fare entro aprile e con diverse decine di miliardi da investire. E poi il tema della salute”, dichiara Salvini. “Entrambi abbiamo interesse perché il governo Draghi sia un successo per l’Italia e gli italiani. Se mettiamo elementi divisivi sul tavolo non facciamo un buon servizio al Paese”.

 

Dunque, niente ius soli tra gli argomenti di cui discutere. Ma a margine dell’incontro Salvini qualche puntino sulle ‘i’ lo mette lo stesso. Sulla legge elettorale, per esempio. “Per me va bene quella che c’è”, dice ai giornalisti. E sul Copasir, che da qualche giorno infiamma il centrodestra, non deve aver gradito troppo l’appoggio di Letta a Fratelli d’Italia sulla questione della presidenza, ora occupata dal leghista Raffaele Volpi. “Ho ribadito”, insiste, “la mia richiesta di dimissioni di massa e di ricominciare tutto da capo. Vediamo se tutti saranno disposti a dimettersi e se alle parole seguiranno i fatti”. E a chi gli chiede se ha trovato una sponda in Letta, risponde così: “Chiedetelo a lui, mi sembra che sia una proposta sensata”.  Poi fa sapere di non avere in programma alcun vertice di centrodestra per trovare un accordo con Fratelli d'Italia. Segno che il clima è ancora arroventato. 

 

Anche il nodo delle riaperture è probabile che rientri tra “i temi divisivi”. Anche qui Salvini non rinuncia, però, a dire la sua, anche se con toni meno barricaderi della settimana passata. “I dati per fortuna sono in progressivo miglioramento, quindi senza forzare come leggo su qualche giornale, minacciare o addirittura ricattare, riaprire tutte le attività economiche, sportive, sociali e culturali nelle zone non più a rischio è un dovere morale e civico. E sul piano vaccinale correre, correre e correre”.

 

Intanto, Enrico Letta ha incontrato questa mattina anche Vito Crimi, il capo del M5S. Secondo quanto riferiscono fonti Pd si è trattato di una “lunga e proficua conversazione”. Al centro, innanzitutto, “la situazione del Paese, con i temi della implementazione del piano vaccinale e delle conseguenze economiche delle chiusure, con idee per sostenere le categorie più esposte”. Ma anche “la rigenerazione della democrazia ‘malata’ con regole da cambiare contro i cambi casacca e il trasformismo”. Ovviamente, si è parlato anche di alleanze in vista del voto amministrativo slittato al prossimo autunno: “Da entrambe c’è le parti la volontà di proseguire nel percorso comune, basato su programmi e principi, avviato già a partite dal governo Conte II”, dicono i pentastellati. 

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