Disordini in Irlanda del Nord

Scontri a Belfast: nuova notte di violenza, feriti oltre 50 poliziotti

Sono gravi i disordini che non agitavano più l’Irlanda del Nord da ormai 23 anni. Nonostante gli appelli di Londra, Dublino e Biden, la sommossa continua.

Scontri a Belfast: nuova notte di violenza, feriti oltre 50 poliziotti

Pietre, petardi, fuochi d’artificio, proiettili, bottiglie molotov, bombe colme di benzina ed altri oggetti contundenti sono stati lanciati, giovedì notte, alle forze dell’ordine, creando disordini, violenza e caos nelle vie del centro di Belfast. La polizia aveva avvertito i manifestanti e i rivoltosi di disperdersi per evitare di ricorrere all’utilizzo di idranti o altri mezzi anti-sommossa. Tumulti che hanno infuocato diverse città dell’Irlanda del Nord (Ballymena, Londonderry, Carrickfergus e Newtownabbey) dal 29 marzo e coinvolgendo anche gang di dodicenni lealisti, a favore del mantenimento dell’Irlanda del Nord nel Regno Unito. Sono invece le comunità prevalentemente cattoliche a volere un’Irlanda unita.

 

Belfast in tumulto dopo anni di pace

Mercoledì, Belfast era già stata teatro di attacchi contro gli agenti di polizia che hanno causato l’incendio di un autobus. Nella città, nota per una storia fatta di lotte e violenza per mano dei ribelli, non si assisteva da ben 23 anni ad una rivolta di questa portata, se si considera che i “guai” dell’Irlanda del Nord sono durati quasi 30 anni e registrando 3.500 vittime. Il bilancio dei feriti degli ultimi giorni è salito ad oltre 50 agenti di polizia. Quello dei fermi supera le 10 persone. La gravità dell’escalation delle violenze ha motivato lo schieramento di idranti nel tentativo di contenerne gli effetti devastanti e il pericolo che nella notte si è esteso a molti quartieri e vie della città. In particolare, si è avvertito di evitare l’area di Springfield Road, quella più colpita dalla sommossa.

 

 

Dietro ai disordini

Non ci sono chiare indicazioni che i disordini siano orchestrati da un gruppo organizzato. La violenza si è concentrata in aree in cui le bande criminali legate ai paramilitari lealisti hanno un’influenza significativa. Le prove disponibili indicherebbero, tra i fomentatori, figure di spicco in organizzazioni come l’Ulster Defense Association e l’Ulster Volunteer Force. Gli analisti - riporta la BBC - suggeriscono che i paramilitari lealisti (UDA) potrebbero aver sfruttato l’opportunità di riprendere servizio nei corpi di polizia dell’Irlanda del Nord, a seguito di una recente repressione della criminalità nell’area intorno a Carrickfergus. Sembra che questo gruppo paramilitare sia responsabile di molte forme di criminalità organizzata, seminando paura nei quartieri in cui opera.

 

Londra e Dublino: appello per lo stop alle violenze

Il Primo Ministro britannico, Boris Johnson, e l’omonimo irlandese, Taoiseach Micheal Martin, hanno avuto un colloquio telefonico per coordinarsi in un appello all’allentamento delle tensioni e ad un “cessate il fuoco”. Anche da Washington è arrivata una richiesta alla calma. Dalla Casa Bianca, Joe Biden (che ha origini irlandesi) si è detto preoccupato per le violente vicende che stanno agitando Belfast. Lo si apprende da una nota della portavoce, Jen Psaki, in cui precisa che il Presidente USA sostiene un’Irlanda del Nord sicura e prospera.


Caos e paura per i residenti

Naomi Long, Ministro della Giustizia dell’Irlanda del Nord, ha denunciato che quelle di giovedì sera sono state violenze “sconsiderate” e intollerabili. I media riportano che la Long ha espresso un messaggio chiaro ai rivoltosi. “La violenza non porta a nulla. Porta paura alle porte dei residenti del luogo che meritano scenari migliori. Questo deve finire”, ha commentato. Intanto, il Partito dei Verdi ad attivarsi convocando una riunione straordinaria del Consiglio comunale di Belfast per discutere la deriva delle violenze e riflettere sul da farsi.

 

Cessare subito il fuoco

L’Esecutivo dell’Irlanda del Nord ha dichiarato di rimanere “unito” nel rispetto della “legge e dell’ordine” dopo notti consecutive di violenze deplorevoli. Parlando della gravità delle vicende e dell’urgenza di mettervi fine immediatamente, Doug Beattie, membro dell’Ulster Unionist della MLA, ha constatato che il fatto triste è che “diventeremo tutti immuni da questo comportamento vergognoso (...)”.

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