Minacce nel Donbass - America is back

Conflitto Russia-Ucraina, Afghanistan, Iran: Blinken torna a Bruxelles

L’Escalation e le truppe russe attorno all’Ucraina preoccupano Washington, Berlino e NATO, motivando una visita del Segretario di Stato USA a Bruxelles.

Conflitto Russia-Ucraina, Afghanistan, Iran: Blinken torna a Bruxelles

A poche settimane dalla sua prima visita presso alla NATO e al Berlaymont, il Segretario di Stato americano, Antony Blinken, tornerà a Bruxelles questa settimana per avviare discussioni sull’Iran, l’Afghanistan e le attività russe dirette contro l’Ucraina.

È quanto ha fatto sapere un funzionario dell’Amministrazione USA con cui ha parlato la Reuters.

Blinken si unirà al Segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Lloyd Austin, atteso alla NATO in Belgio dopo un viaggio che include altre destinazioni: Israele, Germania e Gran Bretagna. Lo ha riferito il Pentagono antecedentemente alla partenza.

 

Troppi soldati russi al confine

Le crescenti tensioni sulle attività russe vicino al confine orientale dell’Ucraina, dove Washington afferma che Mosca ha dispiegato un numero di truppe mai così alto dal 2014, anno in cui la Russia ha annesso la Crimea. È di venerdì, la notizia sull’accusa possa dal Presidente russo, Vladimir Putin, all’Ucraina per le “pericolose azioni provocatorie” nella regione orientale del Donbass (territorio appartenente all’Ucraina). La dichiarazione arriva un giorno dopo che la cancelliera tedesca Angela Merkel aveva chiesto al Presidente russo di ritirare le truppe dall’area target delle operazioni militari (truppe e  artiglieria pesante alla frontiera). “Se la Russia non ha niente da  nascondere, potrebbe allora spiegarci quali truppe vengono spostate, dove e verso quale obiettivo”, postava su Twitter il Ministro della Difesa tedesco per far sapere che è stato chiesto ai russi di rendere conto dei loro piani. Nel frattempo, la Turchia, alleata della NATO, ha  fatto sapere che gli Stati Uniti invieranno due navi da guerra nel Mar Nero tra il 14 e il 15 aprile. Ad alimentare le preoccupazioni degli USA e degli alleati sugli effetti della politica di Mosca è stata, infine, l’assenza della Russia all’ultima riunione dei lavori dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa  (OSCE), convocata anche per affrontare direttamente la questione russo-ucraina. È stata così l’OSCE a invitare la Russia a contenere il conflitto e a esigere spiegazioni sui movimenti dell’esercito russo attorno al confine ucraino.

 

I “costi” della minaccia russa

Non si pensa solo alle reazioni ma anche alle conseguenze che potrebbero verificarsi se la Russia non fermerà le proprie azioni aggressive. Questo il messaggio di Blinken nell’affermare (durante un’intervista alla NBC) che il Presidente Biden è stato chiaro sul fatto che “ci saranno dei costi”. “(...) Siamo in stretto contatto e coordinamento con gli alleati e i partner Ue”, ha spiegato il Segretario di Stato riguardo all’allarme che proviene dal confine russo-ucraino.

Nel frattempo, i media locali ed internazionali hanno riportato che militare dell’esercito ucraino è stato ucciso nella zona di confine per mano di separatisti filo-russi. C’è stato anche un ferito in seguito dei ripetuti attacchi russi alle postazioni ucraine. Da parte loro, i separatisti sostengono che l’Ucraina abbia violato l’ordine di cessare il fuoco. Motivo che avrebbe mosso il Cremlino a procedere con l’intervento militare in caso di offensiva lanciata da Kiev. Inoltre, Mosca nega che le sue truppe costituiscano una minaccia, mentre in molti temono l’imminente invasione militare.

 

Le armi politiche di Mosca

Mosca ha  distribuito più di 400.000 passaporti nelle regioni di  Donetsk e Luhansk (controllate dai separatisti e che ospitano scontri armati  da 7 anni). Una strategia su cui fa leva per giustificare un potenziale intervento concreto per la difesa dei propri cittadini all’estero. Inoltre, le agenzie russe di stampa scrivono che alcune delle condizioni delineate negli Accordi di Pace di Minsk (contemplano i rapporti con l’Ucraina) devono essere soddisfatte prima che possa andare avanti un ulteriore ciclo di colloqui di pace. Se questi ci saranno, dovranno attenersi al Normandy format stabilito dai leader di Ucraina, Russia, Germania e Francia per contribuire alla fine del conflitto.

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