Diplomazia al lavoro

Ora Di Maio segue Draghi sulla via della collaborazione con gli Usa

La strategia internazionale del premier punta sull’asse con Biden. Molti i dossier aperti: Turchia e Libia in cima alla lista, insieme a vaccini ed economia

Ora Di Maio segue Draghi sulla via della collaborazione con gli Usa

L’Italia spinge sull’acceleratore dei rapporti bilaterali con gli Stati Uniti, che Mario Draghi ha posto al centro della politica estera sin dal suo arrivo a Palazzo Chigi. Oggi il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, è a Washington per incontrare il segretario di Stato, Anthony Blinken. L’occasione è offerta dalle celebrazioni per i 160 anni di relazioni diplomatiche tra i due Paesi. Due giorni di colloqui e incontri, tra i quali anche quello con Anthony Fauci, direttore del National Institute of Allergies and Infectious Diseases e, domani, con la Speaker della Camera dei Rappresentanti, Nancy Pelosi.


Non è il primo faccia a faccia tra Di Maio e Blinken. Il primo bilaterale lo scorso 23 marzo a Bruxelles, in occasione del vertice Nato. Al termine del quale il Segretario di Stato americano aveva definito “l’Italia un alleato chiave”, un “amico degli Stati uniti nella risposta alle sfide globali”. La Farnesina fa sapere che al centro del meeting ci saranno “le eccellenti relazioni bilaterali, la collaborazione su vaccini e ripresa post-Covid, la Libia e i principali temi internazionali inclusi dossier centrali della nostra presidenza G20 e co-partnership della COP26”.

 

Nel giorno in cui il primo ministro libico Abdul Hamid Dbeibeh vola ad Ankara con 14 ministri al seguito- facendo un piacere non da poco a Recep Tayyp Erdogan - il dossier libico, insieme alle tendenze egemoniche turche nel Mediterraneo, resta un problema apertissimo. La crisi diplomatica tra Roma e Ankara, dopo che Draghi ha bollato come “dittatore” Erdogan, non si è ricomposta. E probabile che il presidente del Consiglio non abbia usato a caso l’appellativo. E’ una necessità stringente di Roma ridimensionare il ruolo della Turchia non solo in Tripolitania - dove il presidente turco ha impegnato ingenti risorse economiche e dispiegato militari e mercenari, e dove si aspetta una contropartita nella ricostruzione – ma anche nel Mediterraneo orientale.

Joe Biden e Mario Draghi su questo sono in sintonia. L’Italia può diventare una sponda utilissima per Washington, così come gli Usa per l’Italia. E’ una partita politica ed economica, su cui in questo momento gli americani hanno interesse anche per arginare la presenza russa in nord Africa. Inoltre c’è la crisi ucraina: i toni tra Mosca e Washington sono da ‘guerra fredda’. Se la Russia continuerà ad agire “in modo aggressivo e irresponsabile” ci saranno “conseguenze”, ha detto Anthony Blinken, denunciando un dispiegamento di truppe russe al confine con il paese dell’Europa orientale senza precedenti dal conflitto del 2014. Dopo il caso della spia italiana pagata da militari sovietici, anche i rapporti tra Italia e Russia sono tutt’altro che idilliaci.

 

La situazione è in continua evoluzione e il ruolo dell’Italia - anche come presidente di turno del G20 – può essere strategico. Qualcosa di sostanziale sta mutando nello scenario diplomatico e geopolitico. Nello scacchiere europeo Draghi intende accreditarsi come interlocutore principale di Biden. Sul tavolo ci sono pure la difficile questione degli aiuti americani per l’approvvigionamento dei vaccini e la crisi economica. Anche di questo Di Maio, primo rappresentante di uno Stato Ue ad essere ricevuto dall’amministrazione Biden, parlerà con Blinken.

I due giorni del titolare della Farnesina in Usa sono nel solco di una sempre maggiore vicinanza tra Palazzo Chigi e Casa Bianca, che con il nuovo inquilino ha decisamente cambiato prospettiva. Dopo l’assenza di Trump, gli Stati Uniti tornano ad occuparsi di Europa, Mediterraneo e Medio Oriente. In piedi c’è anche il dossier dei difficili rapporti con Pechino che Biden, in linea stavolta con il suo predecessore, non ha smesso di considerare un nemico. E su cui gli interessi degli europei però divergono.

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