Iran e Israele ai ferri corti

Iran, attacco alla centrale nucleare di Natanz. Crisi con Israele

Teheran accusa Tel Aviv di “attacco terroristico” e minaccia una reazione. In tilt le centrifughe appena inaugurate. E’ “guerra a bassa intensità” tra i due

Iran, attacco alla centrale nucleare di Natanz. Crisi con Israele

Non ha tardato ad arrivare la risposta di Teheran dopo l’attacco alla propria centrale nucleare di Natanz. "Il vostro è un crimine, ci vendicheremo". Così il ministro degli esteri iraniano, Mohammed Javad Zarif, che punta il dito contro il nemico di sempre, Israele: "Vogliono vendicarsi per i nostri progressi verso la revoca delle sanzioni". Il riferimento è ai colloqui tra la nuova amministrazione Biden e i vertici della Repubblica islamica, per ripristinare gli accordi sul nucleare, sospesi dagli Usa nel 2018.

L’attacco a Natanz arriva proprio all’indomani dell’annuncio di nuovi progressi nel sito nucleare iraniano e mentre il capo del Pentagono, Lllyod Austin era in visita in Israele, primo funzionario di alto livello americano dall’insediamento di Biden a recarsi a colloquio con il premier israeliano, Benjamin Netanyahu.

L’incidente, inoltre, arriva dopo attacchi reciproci a navi mercantili nel Golfo Persico, che confermano che quella in atto da mesi è una “guerra a bassa intensità”.

 

L’attacco a Natanz: hacker o bomba?

Il cyberattacco ha danneggiato le nuove centrifughe nucleari a Natanz, il sito di arricchimento dell’uranio su cui punta l’Iran e a cui da mesi lavora, nonostante le violazioni degli accordi sul nucleare, che avevano già portato Trump a uscire dall’intesa del 2015 siglata dal suo predecessore, Barak Obama. Il commento della stampa israeliana di oggi è chiaro: “Quelle nuove centrifughe iraniane IR-9 sono un salto di qualità incredibile rispetto alle vecchie IR-1: è come passare da un carretto carro a cavalli alla Mercedes”. Il risultato della manomissione, arrivata l’indomani dell’inaugurazione della nuova linea, sarebbe un ritardo nel programma nucleare iraniano di almeno 9 mesi.

Non è ancora del tutto chiaro se la causa sia stata l’azione di hacker informatici o piuttosto un sabotaggio tramite un ordigno. Di sicuro la reazione iraniana, che accusa esplicitamente Tel Aviv, è stata dura.

 

Zarif: “Terrorismo nucleare”

“Questo attacco è stato un episodio di terrorismo nucleare. Noi ci riserviamo il diritto di rispondere, i sionisti vogliono vendicarsi per i nostri progressi sulla strada della revoca delle sanzioni, hanno detto pubblicamente che non lo permetteranno. Ma noi ci prenderemo la nostra vendetta”. Così oggi il ministro degli Esteri iraniano, Mohammed Javad Zarif. Il suo portavoce ha fatto sapere di considerare l'attentato "un crimine contro l'umanità, di cui noi abbiamo già informato le istituzioni internazionali, innanzitutto le Nazioni Unite". 

 

Identificato il presunto responsabile

Secondo quanto riferito dal sito Nournews, gli 007 iraniani avrebbero già identifico il presunto responsabile dell’attacco: "L'abbiamo identificato, abbiamo preso le misure necessarie per bloccarlo" si legge sui media iraniani. L’incidente arriva in un momento di grande tensione, sia perché segue attacchi incrociati a mercantili tra l’Iran e Israele nel golfo Persico, sia perché proprio nelle scorse ore il capo del Pentagono,  Lloyd Austin, era in visita in Israele. Ieri il primo ministro, Benjamin Netanyahu, gli ha ribadito l’opposizione al ritorno a un accordo che cancelli le sanzioni economiche all'Iran in cambio del congelamento del piano nucleare. L’Amministrazione Biden, invece, si sarebbe finora mostrata molto più incline e ripristinare gli accordi firmati da Barak Obama nel 2015 e dai quali gli Usa erano usciti nel 2018 con Trump.

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