Benessere mentale

Green psychology o Ecopsicologia: perché ne abbiamo bisogno adesso

Dopo mesi passati davanti al pc, in smart working e con una vita sedentaria, aumenta il ricorso agli psicologi. Ma esiste anche l’ecopsicologia. Ecco cos’è

Green psychology o Ecopsicologia: perché ne abbiamo bisogno adesso

C’era una volta la psicologia. Oggi, che la ricerca di sostenibilità ambientale è cresciuta insieme a una maggiore sensibilità verso stili di vita green, ecco che anche la psicologia diventa “eco”. Si chiama, infatti, Green Psychology (o ecopsicologia) ed è una nuova “disciplina” che, dopo essere nata negli anni ’90 negli Stati Uniti (precisamente in California) è arrivata anche in Italia, dove a divulgarla è soprattutto Marcella Danon, docente di questa materia in Valle d’Aosta.

 

Cos’è l’ecopsicologia

In una società nella quale l’industrializzazione ha portato a un allontanamento dalla natura, da qualche tempo cresce invece la voglia di tornare a vivere a più stretto contatto con l’ecosistema. Cercare di riscoprire le proprie origini per molti diventa un modo per conoscere anche se stessi. La pandemia, poi, ha messo in luce le conseguenze delle azioni dell’uomo e soprattutto, nella vita di tutti i giorni, ha costretto milioni di persone a lavorare in smart working, per ore, davanti a un computer. Marcella Danon definisce l’ecopsicologia come una “scienza” frutto di due altrettante discipline scientifiche: la psicologia, che si occupa della mente, e l’ecologia, che si occupa della natura. Secondo l’esperta viviamo in una società dove c’è “un grande malessere di tipo esistenziale” dovuto principalmente al fatto che “abbiamo perso il contatto con le nostre radici”.

 

In cosa consiste la Green psychology

Il primo passo verso l’ecopsicologia, che può essere compiuto anche in autonomia, è quello di uscire di casa e passeggiare nel verde, soprattutto in una stagione come questa: la primavera offre profumi e colori intensi, dati da erba e alberi in fiore, insieme ai suoni della natura, come cinguettii degli uccelli. Insomma, invece che recarsi nello studio dello psicologo o del terapeuta, potrebbe giovare semplicemente tornare a immergersi nella natura. Per chi può, però, il suggerimento è anche quello di dedicarsi nel tempo libero al trekking, che consente di godere maggiormente dei benefici del contatto con la natura, come accade anche con le vacanze nei borghi poco abitati dove è possibile seguire sentieri verdi.

 

La Tree Therapy

Un ulteriore passo è rappresentato dalla Tree Therapy, ossia la terapia che si basa sull’abbraccio degli alberi e che deriva da un’antica usanza dei nativi americani, secondo cui aiuta a recuperare le energie perdute e a ritrovare il contatto con la natura e con se stessi. Annusarne l’odore, sentirne la corteccia al tatto e lasciarsi andare alle sensazioni contribuirebbe al benessere complessivo dell’individuo. In Italia sono ormai molti gli agriturismi che propongono questa attività come modo per disintossicarsi dallo stress quotidiano legato soprattutto ai ritmi frenetici in città. Non resta che provare!

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