Vaccino J&J

Johnson & Johnson sospeso, in Italia forse destinato agli over 60

Come per AstraZeneca e in attesa di indicazioni da Ema, l’Aifa pensa alla somministrazione ai meno giovani. Per gli esperti rischi trombosi bassissimi

Johnson & Johnson sospeso, in Italia forse destinato agli over 60

“I programmi dell’Italia non cambiano”. A ribadirlo è Nicola Magrini, direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco, dopo la sospensione del vaccino negli Stati Uniti e la decisione di bloccare le forniture all’Europa.

La scelta statunitense, però, condiziona non solo l'Europa, ma anche l'Italia che sul vaccino monodose contava per incrementare la campagna vaccinale.

Intervenendo al programma tv Porta a Porta, Magrini ha ipotizzato una soluzione analoga a quella adottata per AstraZeneca, cioè la somministrazione agli over 60.

Proprio ieri sono arrivate a Pratica di Mare le prime dosi del siero della Jenssen, ma fa discutere lo stop provvisorio alle somministrazioni negli Stati Uniti. 

A spiegare i motivi è stato il virologo statunitense Anthony Fauci.

 

Fauci: “Pausa precauzionale”

Gli effetti collaterali segnalati negli Stati Uniti "sono un evento estremamente raro. Ce ne sono stati sei su 6,85 milioni di dosi somministrate, il che vuole dire meno di uno su un milione". A precisarlo è stato il super esperto di malattie infettive, Anthony Fauci. Le autorità federali sanitarie americane hanno raccomandato una "pausa precauzionale" nelle somministrazioni del vaccino dopo 6 casi di coaguli nel sangue a due settimane dal vaccino, tutti in donne tra i 18 ed i 48 anni (una è morta, l’altra è grave). "Questa è una raccomandazione, non è un’imposizione” ha aggiunto Peter Marks, direttore del Center for Biologics Evaluation and Research della Fda, la Food and Drug Administration.

 

Ritardi nella distribuzione in Europa

La decisione americana ha avuto ripercussioni in Europa, con la scelta di J&J di ritardare la distribuzione del vaccino. Come spiegato dal commissario Ue Thierry Breton, sono 170 milioni le dosi attese nel Vecchio Continente entro la fine di settembre. Secondo le previsioni, l'azienda avrebbe dovuto consegnare almeno 50 milioni di dosi all'Europa entro la fine di giugno, come parte delle 200 milioni di dosi previste nel contratto stipulato tra l'azienda Usa e la Commissione europea ad ottobre dello scorso anno.

 

J&J in Italia: cosa succederà

Se l’Ema sta indagando sui casi di possibili trombosi rare, in Italia Magrini (Aifa) ha spiegato: "Guardiamo a quello che decideranno gli organismi americani". Quanto ai rischi, il direttore generale dell’Agenzia del farmaco si è detto “fiducioso che individuando le categorie a maggior rischio di ammalarsi di Covid grave, i benefici sono assolutamente non confrontabili con questi rischi molto rari". Stessa posizione era stata espressa ieri dal ministro della Salute, Roberto Speranza, e dal virologo Roberto Burioni.

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