Linee guida palestre e piscine

Palestre e piscine, le linee guida delle Regioni per le riaperture

Le Regioni hanno stilato le regole da seguire per poter riaprire palestre e piscine. Ecco le misure contenute nella bozza che verrà presentata al Governo

Palestre e piscine, le linee guida delle Regioni per le riaperture

In vista delle prossime riaperture, su cui il Governo e le Regioni si confronteranno nel pomeriggio di oggi, il governatori hanno aggiornato le linee guida per la ripartenza dei settori più colpiti dall’emergenza Covid: ristorazione, palestre, piscine, strutture termali, cinema e spettacoli. 

 

Nella bozza del documento sono quindi contenute le regole risultate già efficaci nel 2020, integrate con “alcuni nuovi elementi conoscitivi, legati all’evoluzione dello scenario epidemiologico e delle misure di prevenzione adottate, anche in un’ottica di semplificazione.”
Nel testo viene specificato che, in base all’evoluzione dei contagi "le misure indicate potranno essere rimodulate, anche in senso più restrittivo” e che, almeno per il momento, presentare un certificato vaccinale non esime dal rispetto delle misure di prevenzione e di contrasto della diffusione del virus.

 

Infatti la campagna vaccinale nel nostro Paese è ancora in corso; inoltre le indicazioni scientifiche internazionali che non escludono la possibilità che il soggetto vaccinato possa contagiarsi, pur senza sviluppare la malattia, e diffondere il contagio.

 

Ecco le indicazioni per ciò che riguarda palestre e piscine, in modo da ripartire in sicurezza

Palestre, le linee guida delle Regioni per la riapertura

Come specificato nella bozza del documento, le misure stabilite nella conferenza delle Regioni e delle Province Autonome possono permettere il mantenimento delle diverse attività in enti e locali pubblici e privati e nelle palestre anche nel caso di scenari epidemiologici “ad alto rischio”. A patto che vengano integrate con strategie di screening e testing.

 

In particolare è necessario:

  • predisporre informazioni adeguate sulle misure di prevenzione da rispettare;

  • redigere un programma con prenotazioni e regolamentare gli accessi, per evitare assembramenti. L’elenco delle presenze va mantenuto per 14 giorni;

  • rilevare la temperatura corporea e vietare l’ingresso in caso sia maggiore di 37,5 °C;

  • organizzare gli spazi e le attività nelle aree spogliatoi e docce, in modo che venga rispettata la distanza di almeno 2 metri, oppure separare le postazioni con apposite barriere;

  • regolamentare tutti gli spazi in modo che venga rispettata la distanza di sicurezza di 1 metro mentre non si svolge attività fisica e di 2 metri durante gli allenamenti.


Così come previsto già lo scorso anno, l’impianto deve essere dotato di dispenser con prodotti igienizzanti sia all’entrata che all’uscita e in punti visibili; ogni macchina o attrezzo utilizzato deve essere disinfettato dopo l'uso. La pulizia e la disinfezione degli ambienti e dell’attrezzatura deve essere garantita anche più volte al giorno, così come la disinfezione di spogliatoi e armadietti a fine giornata. Un'attenzione particolare deve essere riservata all'aerazione e agli impianti.


Stesse linee guida del 2020 anche per il comportamento da rispettare in palestra. Resta vietata la condivisione e l'utilizzo promiscuo degli oggetti; mentre viene richiesto di indossare delle calzature solo per l'allenamento e di riporre gli indumenti in una borsa strettamente personale

 

Le linee guida delle Regioni per la riapertura delle piscine

Nelle piscine pubbliche, e quelle inserite in strutture di attività ricettive che prevedano però l’uso natatorio, sono previste le medesime regole già in vigore per le palestre, ossia:

  • adeguata informazione sulle misure di prevenzione, anche con segnaletica, monitor e maxi-schermi;

  • accesso vietato con una temperatura superiore a 37,5 °C;

  • programma pianificato, per evitare assembramenti, privilegiando le prenotazioni, con i nominativi che vanno conservati per almeno 14 giorni;

  • spazi di attesa e aree regolamentate per favorire il distanziamento sociale di almeno 2 metri;.

  • organizzazione degli spazi e di spogliatoi e docce in modo da assicurare le distanze di almeno 2 metri;

  • indumenti e oggetti riposti in borse personali;

  • dispenser con prodotti igienizzanti all’entrata, all’uscita e in tutti i luoghi strategici.


In vasca deve essere previsto uno spazio di 7 mq di superficie di acqua a persona. Per le aree solarium e verdi, il distanziamento tra gli ombrelloni deve garantire una superficie di almeno 10 m2 per ogni ombrellone; tra le attrezzature (lettini, sedie a sdraio), se non posizionate nel posto ombrellone, deve essere garantita una distanza di almeno 1 metro.

Il limite del parametro cloro attivo libero in vasca deve essere compreso tra 1,0 - 1,5 mg/l; cloro combinato ≤ 0,40 mg/l; pH 6.5 – 7.5.

La frequenza dei controlli sui parametri è ogni due ore. La pulizia e la disinfezione delle aree comuni, di spogliatoi, cabine, docce e attrezzature va organizzata in modo che sia regolare e frequente. Anche per le piscine va assicurato il ricambio d’aria e l’efficacia degli impianti.

 

Le attrezzature come lettini, sedie a sdraio e ombrelloni vanno disinfettati ad ogni cambio di persona o nucleo familiare. In ogni caso la disinfezione deve essere garantita ad ogni fine giornata. Va evitato l’uso promiscuo di oggetti e biancheria: ogni utente dovrà avere con sé tutto l’occorrente.

Ovviamente anche i bagnanti dovranno rispettare precise regole: doccia saponata prima di entrare in acqua; uso obbligatorio della cuffia; pannolini contenitivi per bambini molto piccoli.

 

Ecco le linee guida delle Regioni per la ristorazione.

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