Lavoro agile

Smart working: cosa accadrà da maggio a settembre 2021. Proroga novità

La scadenza dello stato di emergenza riporta in auge il problema normativo legato a smart working. Si spera in una proroga almeno fino a 30 settembre 2021

Smart working: cosa accadrà da maggio a settembre 2021. Proroga novità

In vista della scadenza dello stato di emergenza, prevista per il 30 aprile 2021, molte aziende si chiedono cosa fare con i lavoratori in smart working visto che le due cose sono strettamente collegate.

 

Cosa accadrà da maggio per i lavoratori da remoto? Si attendono novità, in particolare si spera nella proroga dello stato di emergenza almeno fino al 30 settembre 2021, a campagna vaccinale inoltrata.

 

Semplificazione smart working scadrà il 30 aprile con fine stato emergenza

Con la fine dello stato di emergenza, fissato al 30 aprile 2021, finiranno anche le agevolazioni normative sullo smart working che permettono ai lavoratori delle aziende di poter lavorare da remoto senza particolari accordi individuali con i dipendenti.

 

Durante la pandemia, che dura ormai da più di un anno, il lavoro agile si è dimostrato una buona soluzione per proseguire l’attività economica del Paese, con una buona parte di persone impegnate da casa nelle proprie attività lavorative in piena sicurezza rispetto al pericolo Covid.

 

Non solo dipendenti pubblici ma anche tanti dipendenti privati, che grazie allo smart working non hanno pesato sulle casse dello Stato con la cassa integrazione Covid e hanno permesso al Paese di non crollare definitivamente sotto la scure del virus.

 

Cosa accadrà a partire da maggio 2021? Cosa faranno le imprese con lo smart working?

 

Smart working: si spera in proroga stato di emergenza fino al 30 settembre 2021

Sinora per consentire ad un dipendente di lavorare in smart working era sufficiente comunicare al ministero del Lavoro il nominativo del lavoratore e la data di cessazione dell’attività da remoto, ma solo grazie allo stato di emergenza.

 

Con la sua scadenza questo “privilegio” normativo terminerà rimettendo in discussione tutto. Visto che la campagna vaccinale non è ancora decollata e che moltissime persone in età da lavoro non hanno ricevuto nemmeno la prima dose del vaccino non sembra prudente far tornare al lavoro in presenza milioni di italiani, nemmeno convocare singolarmente i lavoratori per far firmare loro gli accordi individuali con l’azienda per lo smart working, operazione che durerebbe mesi.

 

La soluzione più adeguata sarebbe quella di prorogare lo stato di emergenza fino al raggiungimento dell’immunità di gregge, considerata poi la possibilità offerta alle aziende di vaccinare i propri dipendenti e le loro famiglie in maniera autonoma.

 

Alla luce di queste considerazioni e di molte altre il governo sta valutando una proroga dello stato di emergenza, almeno fino al 30 settembre 2021.

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