Il caso di cronaca

Attentato a Nizza del 2016, arrestato nel casertano un complice

Catturato in Italia un cittadino albanese di 28 anni. Su di lui pendeva un mandato di arresto europeo. Era in un parco giochi in compagnia del figlio

Attentato a Nizza del 2016, arrestato nel casertano un complice

Ha 28 anni e cittadinanza albanese. Si trovava in un parco giochi, insieme al figlio, a Sparanise, in provincia di Caserta. A fermarlo sono stati gli uomini della Digos delle Questure di Napoli e Caserta, coordinati dalla Procura della Repubblica del capoluogo campano. L’uomo è ritenuto complice di Mohamed Lahouaiej-Bouhlel, l'esecutore dell'attentato di Nizza, del 14 luglio del 2016. Secondo gli inquirenti gli avrebbe fornito le armi per l’assalto. Su di lui pendeva un mandato di arresto europeo.

 

Complice a Nizza

Secondo quanto emerso dalle indagini sull’attentato di cinque anni fa, l’uomo fermato ieri sera a Caserta sarebbe stato complice di Mohamed Lahouaiej-Bouhlel, 31 anni, nato a Susa, in Tunisia, con nazionalità francese e tunisina. Era stato lui a guidare un camion che si lanciò investendo decine di pedoni che quel giorno, il 14 luglio (quando si celebra la presa della Bastiglia) affollavano la Promenade des Anglais per assistere ai fuochi di artificio. La sua folle corsa terminò solo dopo quasi due chilometri quando venne ucciso dagli agenti di polizia. Il giorno successivo l'attentato venne rivendicato dallo Stato islamico.

La strage costò la vita a 86 persone.

 

Il complice diventato bracciante agricolo

Secondo quanto emerso il complice, arrestato ieri a Sparanise, si trovava da qualche tempo nel comune in provincia di Caserta, dove lavorava come bracciante agricolo. Come riferisce l'Adnkronos, il Sindaco di Sparanise, Salvatore Martiello, lo conosceva di vista: “So che lavorava come bracciante agricolo, non era un personaggio in vista per qualche motivo particolare, non era un 'sospettabile'. Credo fosse a Sparanise dall'estate scorsa, non da tantissimo tempo" ha detto il primo cittadino. Il 28enne abitava in via Solimene, nel centro della piccola cittadina del Casertano, con la moglie e un figlio. Era in compagnia di quest'ultimo quando è stato catturato.

 

Familiari delle vittime: “Riaffiorano i ricordi”

La notizia dell’arresto del ricercato albanese è stata commentata dal marito di una delle vittime italiane, Piero Massardi, che nell’attentato perse la moglie Carla Gaveglio. "Una notizia che mi coglie impreparato e che fa riaffiorare i ricordi" ha detto all’Adnkronos l’uomo, originario della provincia di Cuneo. "Il dolore – ha aggiunto - come si può immaginare non passa, ma certo questa è una buona notizia anche se aspetto sempre che la Francia chiuda questo capitolo".

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