La rabbia dei bar

Bar in zona gialla, rivolta per no al caffè al banco da oggi 26 aprile

Bar in rinvolta per il divieto di consumazione al banco. Associazioni di categoria chiedono incontro urgente con Draghi per revisione provvedimento

Bar in zona gialla, rivolta per no al caffè al banco da oggi 26 aprile

A partire da oggi, lunedì 26 aprile 2021, quindici regioni italiane tornano a tingersi di giallo, colore a bassa intensità di contagi che nell’ultimo mese era stato eliminato a causa della terza ondata Covid caratterizzata da varianti altamente infettive.

 

Sempre a partire da oggi, è entrato in vigore il decreto Riaperture, provvedimento che gradualmente allenta le misure anti-Covid per una ripartenza economica, ma bar e ristoranti sono in rivolta: “è un giallo mascherato da arancione”.

 

Bar: salta la consumazione del caffè al banco nelle zone gialle

A partire da oggi lunedì 26 aprile 2021, bar e ristoranti nella zona gialla potranno aprire anche a cena, rispettando il coprifuoco che inizia come sempre alle 22, ma solo all’aperto grazie all’approvazione del decreto Riaperture. La notizia invece di far fare salti di gioia, ha scatenato un mare di proteste tra lavoratori ed esercenti, in quanto lascia a terra tutti coloro che non hanno a disposizione spazi all’esterno, vale a dire il 46,6% dei locali secondo Fipe – Confcommercio, con la percentuale che si impenna nei centri storici.

 

A destare sconcerto e rabbia c’è poi la notizia dell’ultima ora sul divieto di consumazione al banco nei pubblici esercizi di somministrazione di alimenti e bevande. La notizia arrivata con la circolare del Ministero dell’Interno a poche ore dalla riapertura di bar e ristoranti sta suscitando amarezza e delusione, tanto da far scoppiare la “guerra del caffè al banco”, una protesta da Nord a Sud del Paese.

 

Divieto di consumazione al banco in zona gialla: la rivolta dei bar

Le regole per le riaperture nella zona gialla stanno creando subbuglio tra i commercianti, visto che negare la colazione in piedi nei bar equivale in un certo senso a una condanna a morte.

 

Le associazioni di categoria come Confcommercio, Confartigianato e Confesercenti, chiedono una revisione urgente del provvedimento e un incontro con il Presidente del Consiglio Mario Draghi, per conoscere le motivazioni a supporto di questa scelta.

 

Così si ammazzano i bar. Le imprese sono disperate e non è retorica”, ha dichiarato Il vicepresidente nazionale Fipe Aldo Cursano argomentando: “se si può stare per un periodo abbastanza lungo su un mezzo di trasporto pubblico o in un grande esercizio commerciale con decine e centinaia di persone si deve spiegare, e va spiegato bene, perché non si può prendere un caffè al bancone di un bar in pochi minuti, mantenendo il distanziamento interpersonale e rispettando la capienza”.

 

Danni gravi, così è un giallo mascherato da arancione”, tuonano i gestori dei bar segnalando che si tratta di un passo indietro rispetto a marzo quando in zona gialla era possibile consumare al banco.

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