Rivoluzione mondo dello Sport

Lavoratori dello sport: in arrivo contratto con tutele e flat tax

Riforma dello Sport 2022 allo studio del governo il primo contratto per garantire tutele, diritti e contributi ad oltre 200 mila tra allenatori e atleti

Lavoratori dello sport: in arrivo contratto con tutele e flat tax

Dalla pandemia nascono anche cose positive. Dopo la sofferenza e la rabbia per essere stati “invisibili” agli occhi del governo, i lavoratori del mondo dello sport esultano non solo per l’avvenuto pagamento del bonus collaboratori sportivi 2021 del decreto Sostegni e per la riapertura dei termini per la presentazione delle domande

 

C'è qualcosa di molto più grande per cui gioire: il primo contratto con tutele, contributi e flat tax per allenatori e atleti.

 

Contratto lavoratori del mondo dello sport con tutele e diritti

La rivoluzione nel mondo del lavoro sta iniziando, con la pandemia Covid che ha accentuato le disuguaglianze sociali, obiettivo: allineare il più possibile i diritti e le tutele dei lavoratori dipendenti a quelle dei più svantaggiati, come gli autonomi. 

 

L’idea dell’ex ministro dello Sport Spadafora sta trovando consensi anche all’interno del governo Draghi, per fare in modo che chi lavora nel mondo dello sport possa avere almeno un’assicurazione e l’iscrizione all’Inps. Stiamo parlando di circa 200 mila allenatori e atleti, forse addirittura 500 mila considerando anche tecnici, segretari e arbitri.

 

Riforma dello Sport al via dal 2022: flat tax al 15% e contributi

Basta rimborsi spese e contratti di collaborazione con una semplice lettera d’incarico, basati sul principio “zero tasse, zero tutele”. La Riforma dello Sport diventerà realtà a partire dal 2022, quando nascerà la figura del lavoratore sportivo. Prevista una flat tax al 15% e contributi obbligatori per tutti.

 

Ad oggi i lavoratori del mondo dello Sport non sono iscritti all’Inps tanto che il governo per l’erogazione dei bonus collaboratori sportivi 2021 ha dovuto incaricare la società Sport e Salute per effettuare i relativi bonifici, per un totale di mezzo miliardo di euro pari a circa 208 mila domande (riapertura termini al 27 aprile 2021).   

 

Secondo un report il 52% delle richieste sarebbe stato avanzato da tecnici, il 20% da atleti dilettanti, il 10% da collaboratori e il 5% da arbitri, con il 94% dei richiedenti che guadagnano meno di 10 mila euro l’anno.

 

La Riforma dello Sport mira a dividere il professionismo dal dilettantismo, chi lo fa per hobby e chi invece per lavoro, con l’idea di non far pagare le tasse a chi percepisce meno di 10 mila euro l’anno e di avere il 10% dei contributi previdenziali. Superata la soglia dei 10 mila euro, scatterebbe la flat tax sportiva del 15%, un’assicurazione e l’iscrizione all’Inps.

 

Un piccolo passo in avanti per un buon inizio.

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