Palazzo Madama

Speranza, Senato boccia le mozioni di sfiducia. Buco nell’acqua di Fdi

La Lega non cade in tentazione ma avverte: “il ministro ci ascolti di più”. Appello all’unità del titolare della Salute: “Non dividiamoci sulla pandemia”.

Speranza, Senato boccia le mozioni di sfiducia. Buco nell’acqua di Fdi

Si difende colpo su colpo il ministro della SaluteRoberto Speranza. In Aula, al Senato, sono tre le mozioni di sfiducia presentate contro di lui. Una porta la firma di Fratelli D’Italia, la seconda dell’ex grillino Gianluigi Paragone, e la terza della componente Alternativa c’è. Atti privi di forza numerica, infatti non passano. Ma politicamente è la mozione della Meloni quella di rilievo. Freccia appuntita che fallisce il bersaglio di portarsi dietro la Lega di Matteo Salvini. Il Carroccio da settimane ha preso di mira il ministro, ma oggi nessuno strappo.

Anche se le parole del capogruppo, Massimiliano Romeo, non sanciscono la pace, piuttosto una tregua armata. “Diamo fiducia a Draghi perché siamo leali a lui e alla maggioranza che lo sostiene”. E rivolgendosi al ministro: “visto che c’è la nostra disponibilità ad ascoltare, ci dimostri che vuole ascoltare anche noi e cominci a capire che bisogna cambiare”. I leghisti insistono per l’istituzione di una “commissione d’inchiesta sulla gestione della pandemia”. Fanno appello al partito della Meloni per “andare in questa direzione”, più che presentare “mozioni con l’intenzione di mettere in difficoltà Lega e Forza Italia”. A favore della commissione si schiera anche Italia Viva.

 

L’emiciclo è con Speranza. Un lungo applauso saluta il suo intervento di replica. In piedi tutti i senatori del centrosinistra, numerosi consensi arrivano anche dai banchi del centrodestra. “Resterò sempre distante dalle polemiche che danneggiano il prestigio dell’Italia e rendono più difficile il lavoro. In un grande Paese non si fa politica su una grande epidemia”. Il ministro chiede “di non dividersi, sconfiggere il virus è ancora il principale interesse dell’Italia e la premessa di ogni ripartenza economica e sociale”. Rivendica con fermezza il “lavoro svolto dal governo, gomito a gomito con le Regioni, molte delle quali governate attualmente dai sottoscrittori delle mozioni di sfiducia. Avrei potuto in questi mesi spesso scaricare sulle Regioni le responsabilità”, afferma, “ma non l’ho mai fatto e non lo farò mai”. 

 

Il suo è un appello accorato: “Il Paese deve restare unito in un passaggio così delicato. Questo ci ha chiesto il presidente Mattarella, questo ho sempre ribadito e questa rimarrà sempre la mia linea”. Sul piano pandemico si difende così: “le mozioni indicano che non è stato aggiornato. Fanno riferimento a un lungo periodo in cui ci sono stati 7 governi, tutti i gruppi hanno sostenuto alcuni di questi governi. E’ troppo facile oggi far finta di non vedere. Ho fiducia nel lavoro della magistratura. Adesso il piano pandemico c’è, quello che non è stato fatto in anni è stato realizzato nel mio mandato”. Sui vaccini ammette che “si poteva negoziare meglio a livello europeo”. In ogni modo “è stato meglio muoversi insieme”. 

 

Resta aperto il tema del coprifuoco. Che in giornata Giorgia Meloni tenta, inutilmente, di agganciare al voto sulla mozione di sfiducia con l’obiettivo di smuovere le acque nel centrodestra: “continueremo a non dare tregua a questo governo finché la follia del coprifuoco non sarà abolita, anche andando contro tutto e tutti”. E lancia l’amo: sottolinea che la mozione di Fratelli d'Italia è rivolta contro Speranza che è “il simbolo e il principale promotore del coprifuoco e della fallimentare gestione dell'emergenza”. Ma da Lega e Forza Italia nessuno risponde.

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