Aspettando l’Italia

Recovery Fund, Germania e Grecia: consegnati a Ue i piani di ripresa

27,9 mld per Berlino e 30,5 mld per Atene. Sono i numeri dei Recovery Plan presentati a Bruxelles da Germania e Grecia. A che punto stanno gli altri Paesi.

Recovery Fund, Germania e Grecia: consegnati a Ue i piani di ripresa

Bandiera tedesca e greca, questa mattina, nel tweet con la Von der leyen ha annunciato che i Piani per la ripresa del NextGenerationEU sono stati recapitati a Bruxelles da Berlino e Atene.

 

Con il Recovery Fund, Germania e Grecia avvieranno misure per 27,9 miliardi euro in Germania e 30,5 per la Grecia. I prossimi step sono quelli previsti per tutti i piani: la valutazione della Commissione (dura due mesi sulla base degli 11 criteri stabiliti nel Regolamento) per tradurne il contenuto in atti giuridicamente vincolanti e l’adozione da parte del Consiglio entro 4 settimane. Seconda e terza consegna, quindi, dopo quella del Portogallo, il primo ad inviare il documento ufficiale più discusso d’Europa dopo il certificato verde vaccinale. È atteso nelle prossime ore anche l’invio del Plan Espana Puede da 70 miliardi di euro (piano di Madrid, approvato oggi) e quello di Roma. La ripresa spagnola mira a limitare la dipendenza eccessiva del Paese dai servizi, promuovere la digitalizzazione e la riforma del sistema fiscale e pensionistico.

 

Deutsche Aufbau, Resilienzplan

In tedesco si chiama Deutsche AufbauResilienzplan ed è strutturato intorno a 6 priorità politiche che coprono tutte e 7 le “aree faro” dell’Ue con riforme ed interventi nei settori dell’azione climatica, della transizione energetica, della digitalizzazione, dell’istruzione, alla partecipazione sociale, del rafforzamento del sistema sanitario, della modernizzazione della PA e della riduzione di appesantimenti burocratici negli investimenti. Si tratta di una serie di misure che mobilitano oltre 2 miliardi in più rispetto a quanto previsto dal Regolamento. Il costo stimato, quindi, è superiore alla dotazione. La differenza di risorse (importo in eccesso) ricade sulle casse tedesche, dato che il contributo finanziario massimo in sovvenzioni di cui dispone ammonta a 25,6 miliardi di euro. Il Resilienzplan contiene, inoltre, 3 importanti progetti di comune interesse europeo nei settori dell’idrogeno, delle infrastrutture, dei servizi cloud e della microelettronica.

 

Grecia: focus su occupazione e coesione sociale

Ad Atene spetta un sostegno totale di 30,5 miliardi di euro, di cui 17,8 miliardi in sovvenzioni e 12,7 miliardi di in prestiti. Comprende progetti di transizione verde e digitale, occupazione, competenze e coesione sociale, investimenti privati, riforme economico-istituzionali.

 

Garantire pagamenti rapidi: le pressioni di Macron e Merkel

Macron e Merkel (tramite i Ministri alle Finanze) hanno sollecitato una rapida approvazione dei piani, esercitando pressioni che accelerino la procedura di luce verde anche ai pagamenti. Sono circa 40 miliardi di euro le risorse Ue che servono alla Francia, 26 miliardi quelli attesi dalla Germania. L’approvazione da parte del Consiglio permette l’erogazione di un prefinanziamento (13%), subordinatamente all’entrata in vigore della decisione sulle risorse proprie, che deve essere confermata da tutti i 27.

 

 

Recovery in alto mare

L’ultimo inciampo, dopo quello della Corte costituzionale tedesca, arriva dalla Finlandia che ieri ha imposto una maggioranza qualificata dei 2/3 (sui 200 seggi del Parlamento) per procedere alla ratifica. Il che significa avviare nuovi dialoghi (che potrebbero ritardare tutta la partita del Recovery Fund) con l’opposizione per guadagnare voti.

19 Stati membri hanno ratificato la decisione sulle nuove risorse proprie. In Austria, l’approvazione finale è prevista solo a fine giugno. L’Olanda è ancora tutto in ballo e il voto in Senato è in agenda per il 25 maggio. Non c’è ancora via libera in Romania e Ungheria, mentre il Governo estone vive ore di ostruzionismo in seconda lettura da parte dei conservatori (estrema Destra). Solo ieri Varsavia ha adottato un progetto di legge per la ratifica che si avrà solo con i primi di maggio. Problemi di sovranità si sono verificati anche in Irlanda, dove data e via libera restano ancora un grande punto di domanda.

 

COPYRIGHT THEITALIANTIMES.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA