“Touch down” a Londra

G7: Cina nel mirino di Washington tra geopolitica e disinformazione

Al via il Summit dei Ministri degli Esteri in attesa della riunione dei leader mondiali a giugno. Russia e Iran nel mirino, mentre Blinken attacca la Cina.

G7: Cina nel mirino di Washington tra geopolitica e disinformazione

È il primo G7 in tempi di pandemia e sarà il primo viaggio di Joe Biden, nelle vesti di Presidente degli USA, per presenziare alle giornate clou di giugno in Cornovaglia. Il Summit preparatorio, ospitato dal Regno Unito da oggi fino al 5 maggio, prevede riunioni dei Ministri degli Esteri a Londra, dove oggi è atterrato il Segretario di Stato statunitense, Anthony Blinken. È sugli aspetti relativi al meccanismo comune contro la disinformazione che Washington prende di mira la Cina, per poi passare in rassegna il resto dell’agenda geopolitica globale, a cui partecipa anche il Ministro Luigi Di Maio.

 

“Build back better” al G7

Stati Uniti, Italia, Francia, Germania, Canada, Giappone e il Regno Unito (host dell’evento, presidenza di turno) sono i protagonisti dell’edizione 2021. Ma tra gli invitati, anche Australia, Sud Africa, Corea del Sud e Brunei. Immancabile l’India, anche se alle prese con il tragico picco di contagi. Sarà al centro del dialogo sulla diffusione dei contagi e delle varianti (funzionale anche all’attivazione degli aiuti internazionali) a causa della crisi devastante da cui fatica ad uscire.

 

Dopo il touch down all’aeroporto di Londra, postato questa mattina nel suo account Twitter, Blinken incontrerà le controparti britannici, fino a domani, per discutere aree di reciproco interesse come la situazione epidemiologica del covid19, i piani di ripresa, le misure di sostegno alla crescita economica, la crisi climatica, la sicurezza alimentare, la parità di genere e le questioni dei diritti umani.


Per il Dipartimento di Stato, è l’occasione per promuovere la leadership del G7, sulla base di obiettivi e valori condivisi che si rispecchiano nel Build back better, il motto dell’Amministrazione Biden. In una nota stampa, traspare l’entusiasmo ‘a stelle e strisce’ in merito ad un rilancio del dialogo transatlantico e mondiale.

 

Si legge proprio in una nota che il Segretario di Statonon vede l’ora di discutere i valori democratici che condividiamo con i nostri partner e alleati (...). La partecipazione degli Stati Uniti a questa riunione del G7 rafforza il nostro impegno verso il multilateralismo (...)”, ha detto Blinken. Per non tralasciare le politiche di aiuto ai Paesi in via di sviluppo, per cui la presidenza britannica ha promesso un pacchetto da 15 miliardi di dollari per sostenere nei prossimi 5 anni il rilancio dell’occupazione, dell’imprenditoria femminile e di accesso alle scuole.

 

 

Ucraina e Navalny: “spine” russe ancora nel fianco

Il G7 riaprirà questioni di sicurezza e diritti umani che, nel corso dell’ultima settimana, sembravano essere passate in secondo piano. A riportarle in ballo è Dominic Raab, Ministro degli Esteri del Governo Johnson, accendendo i riflettori sull’aggressività russa ed i rischi di nuove azioni ai danni dell’Ucraina (si pensi allo stanziamento di truppe e mezzi militari attorno al confine con il Donbass, la cui ritirata è iniziata qualche giorno fa). L’altra “spina nel fianco” del Cremlino è il caso Navalny, dissidente politico avvelenato con l’agente nervino Novichok.

 

Da Cina e Iran: in pericolo cybersicurezza

Al G7 si respira la crescente preoccupazione per il danno generato dalla condotta scorretta di Cina e Iran e gli attacchi alla cybersicurezza globale. Con l’obiettivo di salvaguardarla e combattere le pratiche sleali, Londra propone un meccanismo di risposta rapida per gestire i sistemi di allerta e monitoraggio di fonti e autori di false notizie.

 

Il kickoff avrà luogo in una cena informale con cui stasera Raab darà il benvenuto ai 6 colleghi del G7 (c’è anche Di Maio) e a Josep Borrell, capo della diplomazia Ue. Questo incontro aprirà un primo confronto sulle relazioni con l’Iran e sul nucleare. Raab e Blinken potrebbero anche intavolare nuove discussioni sui colloqui commerciali in corso con gli Stati Uniti, mentre Londra cerca un accordo propagandato da Johnson come una delle maggiori opportunità post-Brexit.

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