La nuova Irpef

Riforma Irpef 2021 a 3 aliquote. Come cambia la busta paga con Draghi

Al vaglio dell’esecutivo una Riforma Irpef. Come cambia la tassazione della busta paga con il governo Draghi. Ipotesi tre aliquote: costo 20 miliardi euro

Riforma Irpef 2021 a 3 aliquote. Come cambia la busta paga con Draghi

Tra le tante riforme che il governo Draghi ha in mente di approvare entro la fine del suo mandato c’è quella del Fisco, con una possibile revisione dell’Irpef fondata sul principio della progressività allo scopo di alleggerire le tasse sul ceto medio mantenendo l’equilibrio dei conti pubblici.

 

Allo studio l’ipotesi di ridurre da 5 a 3 le aliquote Irpef. L’operazione costerebbe allo Stato oltre 20 miliardi di euro. Chi ci perde e chi ci guadagna.

 

Riforma Irpef per ridurre carico fiscale mantenendo progressività

Nel Piano nazionale di ripresa e resilienza presentato a Bruxelles si parla di una “possibile revisione dell'Irpef" che avrà "il duplice obiettivo di semplificare e razionalizzare la struttura del prelievo e di ridurre gradualmente il carico fiscale, preservando la progressività e l'equilibrio dei conti pubblici. Sarebbe in tal modo incentivata la tax compliance e potrebbe essere sostenuta la partecipazione al lavoro delle donne e dei giovani”.

 

Il compito affidato al ministro dell’Economia, Daniele Franco, sembra arduo ma non impossibile visto che alla base c’è la necessità di mantenere in equilibrio i conti pubblici.

 

Al momento si parla di un disegno di legge delega, da presentare in Parlamento entro il 31 luglio 2021, che possa tenere “adeguatamente conto del documento conclusivo della 'indagine conoscitiva sulla riforma dell'Irpef e altri aspetti del sistema tributario' avviata dalla Commissioni parlamentari e tuttora in corso di svolgimento. Per realizzare in tempi certi la riforma definendone i decreti attuativi il Governo, dopo l’approvazione della legge di delega, istituirà una Commissione di esperti". 

 

Riforma Irpef, ipotesi allo studio: passare da 5 a 3 aliquote

Eliminata a priori l’ipotesi della flat tax già da prima dell’insediamento di Draghi a Palazzo Chigi, con la delusione di tutto il centrodestra, si guarda al modello tedesco fatto da una serie di aliquote variabili studiate a misura di contribuente, con la percentuale che varia a seconda della dichiarazione dei redditi del soggetto.

 

Il sistema ad aliquote marginali continue, però, potrebbe risultare di difficile attuazione, si guarda allora ad un sistema molto molto più semplice a tre aliquote che prevede per i redditi:

  • fino a 25 mila euro un’aliquota Irpef del 23%;

  • compresi tra 25 mila a 55 mila un’aliquota Irpef del 33%;

  • superiori ai 55 mila euro un’aliquota Irpef del 43%.

 

Secondo alcuni calcoli ridurre a 3 da 5 le aliquote Irpef costerebbe allo Stato oltre 20 miliardi di euro.

 

Con l’applicazione di questo sistema risulterebbero svantaggiati solo coloro che hanno un reddito tra 25 e 28 mila euro.

Questa infatti l’attuale tassazione Irpef:

  • redditi fino a 15 mila euro aliquota Irpef pari al 23% sulla parte eccedente la no tax area di 8.174 euro;

  • redditi tra 15 mila e 28 mila euro aliquota del 27% sulla parte eccedente i 15.000 euro;

  • redditi tra 28 e 55 mila euro aliquota pari al 38% sulla parte eccedente i 28.000 euro;

  • redditi da 55 e 75 mila euro aliquota pari al 41% sulla parte eccedente i 55.000 euro;

  • redditi oltre i 75 mila euro aliquota pari al 43% sulla parte eccedente i 75.000 euro.

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