Turisti extra-Ue

Covid19 e viaggi in Ue: verso allentamenti ma con “freno d’emergenza”

Bruxelles propone nuovi criteri per permettere gli arrivi nei 27 Stati membri a viaggiatori e turisti da Paesi extra-Ue come USA e Israele. Ecco le regole.

Covid19 e viaggi in Ue: verso allentamenti ma con “freno d’emergenza”

La Commissione europea ha proposto agli Stati membri di allentare le restrizioni attualmente vigenti per i viaggi non essenziali verso i 27 Paesi dell’Ue. Si tratta di misure che includono anche chi  viaggia per turismo e che considerano i progressi delle campagne vaccinali e del migliorato andamento delle infezioni a livello globale. Le disposizioni saranno presentate il 5 maggio alla riunione degli Ambasciatori dell’Ue (Coreper), con l’obiettivo di ottenere l’approvazione del Consiglio entro la fine del mese. Il Consiglio dovrebbe, poi, dovrebbe continuare a rivedere l’elenco dei paesi extra-Ue esentati dalla restrizione di viaggio alla luce dei criteri aggiornati ogni 2 settimane, in modo da restare al passo con la situazione epidemiologica.

 

Entrano i vaccinati o chi arriva da zona a minor rischio

Viaggiatori o turisti che partono da Paesi che registrano una situazione epidemiologica tale da non costituire nuovi rischi di contagio, potranno recarsi in Europa. Luce verde anche per chi ha già ricevuto (fino a 14 giorni prima dell’arrivo) l’ultima dose di uno dei vaccini autorizzati dall’Agenzia europea dei Medicinali (EMA). Un simile permesso si applica anche ad altri vaccini che hanno completato il processo relativo all’elenco degli “usi di emergenza” dell’OMS.

 Nel briefing tecnico di oggi a Bruxelles, sono stati illustrati i parametri stabiliti sulle nuove regole da adottare. I Paesi di provenienza devono avere un tasso di notifica dei contagi pari a 100 (con riferimento a 14 giorni) su 100.000 persone. Verranno analizzate le percentuali dei test condotti, i tassi di positività e i trend dei nuovi casi di coronavirus. Si tratta di elementi fondamentali sui cui l’Unione europea stilerà una lista per registrare e dare via libera agli arrivi. L’ok dovrebbe essere accordato a Paesi come Israele, Regno Unito e Stati Uniti, nonostante dubbi, perplessità e tante incognite.

 

Test, quarantene, pass covid19 e “freno d’emergenza”

Una cosa è certa: i viaggiatori dovranno comunque sottoporsi ai test (in partenza e all’arrivo) e alla quarantena, se richiesta.

Preoccupa l’emergere delle varianti del coronavirus, che richiede una vigilanza continua in Europa. Ecco perché,  la proposta odierna della Commissione presenta anche un nuovo meccanismo di “freno d’emergenza”: un sistema di contro-bilanciamento per limitare il rischio di ingresso delle varianti con cui le autorità degli Stati membri potranno “frenare” i flussi in arrivo, aprendo solo a ai viaggi indispensabili. O comunque, imporre uno stop temporaneo per dare il tempo necessario a mettere in atto misure sanitarie adeguate.

Infine, con l’introduzione del certificato verde digitale europeo (green covid pass), i controlli sui test e gli obblighi di quarantena dovrebbero essere più snelli e semplificare gli spostamenti, in linea con le regole proposte dalla Commissione il 17 marzo. Fino a quando il certificato non sarà operativo, la Commissione raccomanda che gli Stati membri possono accettare i certificati emessi da Paesi extra-Ue in base alla legislazione nazionale e tenendo conto della capacità di verificarne l’autenticità, la validità e l’integrità.

 

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