“La bella e la bestia”

Usa, Political animal: John Cox e l’orso Tag in campagna elettorale

La trovata di Cox non è piaciuta agli attivisti per i diritti degli animali, Peta: “sfortunato e vergognoso che Tag l’orso kodiak sia stato sfruttato”

Usa, Political animal: John Cox e l’orso Tag in campagna elettorale

Per la campagna elettorale si serve di un orso e contro John Cox, uno dei tanti candidati repubblicani in corsa per sostituire il governatore della California Gavin Newsom, si scatenano gli animalisti. 

 

Con lo slogan "La bella e la bestia", Cox ha dato ieri il via alla sua campagna elettorale in California, Sacramento Tuesday, spiegando che "La bella" è il governatore democratico Newsom, che rischia di dovere dimettersi, famoso per il suo sorriso hollywoodiano e il suo fisico atletico, mentre lui è "la Bestia" che sconvolgerà la routine californiana. Per questo ha scelto come simbolo l'orso bruno, che è anche il simbolo della California. 

 

"I politici carini hanno fallito in California", ha detto il candidato in una riunione a Sacramento, la capitale amministrativa dello stato.“Abbiamo bisogno di grandi cambiamenti bestiali per salvarla. Ho intenzione di tagliare le tasse, rendere la California più accessibile e scuotere Sacramento ", ha detto. Già candidato alle elezioni da governatore nel 2018 contro Gavin Newsom, ha ottenuto solo il 38,1% dei voti.

 

Per la sua trovata pubblicitaria, John Cox ha portato in giro un orso kodiak, considerato la specie di orso più grande, che si chiama Tag: pesa circa 500 chili, è nato in cattività ed è stato  addestrato per apparire in film e fiction.

 

Tag ha passato tutto il tempo del comizio di John Cox, mordicchiando le leccornie che gli dava il suo addestratore. 

La trovata di Cox però non è piaciuta agli attivisti per i diritti degli animali, come l'organizzazione Peta, che ha ritenuto "sfortunato e vergognoso che Tag l'orso kodiak sia stato sfruttato in questo modo""Gli orsi vanno lasciati in pace, non rinchiusi in un recinto sull'asfalto e trasportati agli eventi", ha reagito l'ong su Twitter, esortando "chiunque abbia un briciolo di decenza a lasciare gli animali selvatici fuori dalle loro operazioni pubblicitarie".

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