Escalation post-Brexit

Guerra della Pesca, Isola di Jersey: navi francesi sfidano Royal Navy

Disputa tra Francia e Regno Unito su diritti di pesca. Parigi invia 2 navi in risposta a quelle dispiegate da Londra. Protesta dei pescherecci nella Manica.

Guerra della Pesca, Isola di Jersey: navi francesi sfidano Royal Navy

Riaffiorano attorno alle acque del Canale della Manica, al largo delle coste dell’Isola di Jersey (a 20 km dalla Normandia), le tensioni scaturite dai limiti di pesca imposti dalla Brexit ai pescatori francesi nelle acque britanniche.

 

A ritardare il sofferto deal di dicembre per il divorzio ordinato della Gran Bretagna dall’Unione europea era stato proprio il nodo sulle questioni della pesca, dato che la Francia non ha ceduto – fino all’ultimo – a trattative che potessero aprire al rischio di penalizzare i pescherecci francesi negandogli l’accesso ad aree particolarmente pescose.

 

L’escalation: 80 pescherecci francesi in direzione di Jersey

La disputa vive ore d’escalation in cui Parigi e Londra hanno schierato le rispettive navi da guerra nella Manica. E non è la prima volta che l’Europa assiste a quella che viene definita una vera e propria minaccia di “guerra della pesca” che si combatte nella striscia di mare battuta da pescherecci francesi e britannici.

 

A far riesplodere il contenzioso, questa volta, sono i circa 80 pescherecci francesi che alle 6 del mattino hanno imboccato la rotta a Nord verso il Porto di St Helier minacciando di creare un blocco navale attorno all’Isola di Jersey, che ricade nella competenza territoriale di Londra. Per evitare conseguenze e disordini, la Royal Navy ha dispiegato due motovedette (la HMS Severn e la HMS Tamar) per monitorare le attività in mare e sulle coste della zona. A distanza di poche ore, le hanno raggiunte anche due navi militari francesi.

 

Le licenze della discordia

Una battaglia, quella dei francesi, con cui si continua a protestare contro i diritti di pesca stabiliti tra Bruxelles e Londra e chiedere una revisione delle regole imposte dagli accordi post-Brexit. Nello specifico, a scatenare l’ira dei francesi è stata l’introduzione di nuove licenze rilasciate venerdì scorso alle flotte di pesca britanniche: una strategia che limita drasticamente il numero di giorni in cui i francesi possono operare in acque comuni.

 

Ipotesi su una mossa voluta dai Conservatori

L’invio delle unità della Marina britannica vengono percepite – in una giornata importante in cui si svolgono le elezioni politiche locali nel Regno Unito – come una mossa premeditata da Downing Street per accrescere l’influenza delle forze Tory nel Governo Johnson.

 

Tit-for-tat, l’avvertimento di Parigi: stop ad elettricità

A poco è servito l’incontro di ieri tra Boris Johnson e il Governatore dell’Isola di Jersey, John Le Fondré, il primo a lanciare l’allarme a Londra sulla anomala mobilitazione della flottiglia normanna. “(La Francia) non si farà intimire” dai movimenti delle navi britanniche nella Manica, ha affermato Clement Beaune, Segretario di Stato per gli Affari europei.

 

Ad inasprire le tensioni sono state, da ultimo, anche le dichiarazioni di Annick Girardin, Ministro francese per la Pesca e gli Affari marittimi, che – a difesa del diritto di accesso dei pescatori francesi nelle acque costiere di Jersey - dava il chiaro preavviso a Fondrè su eventuali ritorsioni da parte di Parigi. Tra queste, il taglio delle forniture di elettricità all’isola. Si legge sui media locali che sta aumentando la partecipazione dei pescherecci che alimentano la protesta.

 

Nel tentativo di raggiungere il porto nevralgico dell’isola, sembra che alcuni abbiano impedito la navigazione ad una grande imbarcazione commerciale, la Commodore Goodwill, ferma a Saint-Helier. I giornalisti riportano abbiano preso parte alla protesta anche tre pescherecci della Capitaneria di Jersey.

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