Sfide della ripresa sociale

Social Summit e Dichiarazione di Porto: siglato accordo obiettivi 2030

I 3 obiettivi del Piano d’azione che rafforza i diritti sociali, ma senza target vincolanti. Al via il Vertice informale dei capi di Stato e Governo dell’Ue

Social Summit e Dichiarazione di Porto: siglato accordo obiettivi 2030

È giunta al termine la prima giornata del Social Summit dell’Unione europea, tenutosi in presenza a Porto il 7 maggio. All’incontro, la Presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen, il capo dell’Europarlamento, David Sassoli, il capo del Consiglio europeo, Charles Michel e il Primo Ministro del Portogallo, Antonio Costa, hanno affrontato un’importante capitolo dell’agenda di Bruxelles assieme ai rappresentanti delle principali parti sociali e delle organizzazioni della società civile.

Gli obiettivi sociali dell'Europa devono andare di pari passo con i suoi obiettivi verdi e digitali”, ha dichiarato la Von der Leyen – “Vogliamo avvicinarci alla piena occupazione, che più europei abbiano accesso alle competenze di cui hanno bisogno e garantire le pari opportunità”, ha concluso in conferenza stampa a Porto.

 

L’esito del Summit ad un’intesa sul Piano d’azione dell’Ue, un documento che sancisce l’impegno ad implementare il pilastro europeo che prevede la tutela dei diritti sociali attraverso una serie di interventi concreti che traducano le linee programmatiche in interventi concreti di politica sociale. Anche alla luce dell’impatto della pandemia del covid19, gli obiettivi prefissati dovranno mirare ad una ripresa forte, equa e che garantisca il sostegno all’occupazione e alla creazione di nuovi posti di lavoro. È stato proprio Draghi a chiedere all’Europa di mantenere le misure d'emergenza, finché sarà necessario, per evitare di soffocare gli sforzi di ripresa delle economie che faticano a ripartire.

 

I talk continuano dalle 09h30 di oggi con la riunione informale dei Capi di Stato e di Governo dei 27 al Palacio de Cristal di Porto. Dalle 12h30, durante il pranzo di lavoro si aprirà il collegamento in videoconferenza per il Vertice Ue-India.

 

Dichiarazione di Porto: tre obiettivi 2030

Il Piano, approvato con la “Dichiarazione di Porto” sottoscritta dai partner ed i policy-maker per fare dell’Unione un insieme di sistemi sociali più inclusivi, ha 3  obiettivi chiave:

  • almeno il 78% delle persone di età compresa tra 20 e 64 anni dovrebbe avere un impiego;

  • almeno il 60% di tutti gli adulti dovrebbe partecipare alla formazione annuale;

  • il numero di persone a rischio di povertà o esclusione sociale dovrebbe essere ridotto di almeno 15 milioni, di cui almeno 5 milioni di bambini.

 

Ridurre diseguaglianze, ma senza vincoli, prevale la sussidiarietà

Ma i leader europei hanno messo in chiaro, nella stessa dichiarazione, che al fine di rispettare il principio di sussidiarietà e le competenze che spettano ai singoli Stati, il Piano d’Azione non introdurrà alcun vincolo per i Governi.

Più di un bambino su cinque in Europa è a rischio di povertà ed esclusione sociale. Il Parlamento europeo crede che la Garanzia europea per l'Infanzia sia il modo per invertire questo fenomeno”, ha twittato David Sassoli. Ridurre le disuguaglianze equivale anche a intervenire sui debiti contratti per gestire la risposta alla crisi economico-sanitaria. È questa la premessa intavolata a Porto sull’importanza di riformare il Patto di Stabilità e ribadita dal Presidente dell’Eurocamera. È riemersa anche la proposta del salario minimo europeo, quando Sassoli ha sottolineato l’urgenza di definirne un quadro comune.

 

Mercato del lavoro “a doppio binario”

Una società di diseguaglianze – ha detto Draghi in un panel al Social Summit – “non è l'Italia come dovrebbe essere, né l'Europa come dovrebbe essere”. Ha anche aggiunto che tali “fratture hanno profonde radici storiche e culturali. Ma svelano anche evidenti carenze istituzionali e giuridiche”. Si è parlato anche di mercato del lavoro “a doppio binario,  che favorisce i “garantiti”, penalizzando la categoria dei più giovani e delle donne che restano spesso in stato di precarietà. C’è stato infine una posizione comune sul fatto che i Piani di Ripresa attraverso il Recovery Fund sono l’opportunità per cercare di rimediare a queste ingiustizie. Il PNRR italiano, ad esempio, destina 6 miliardi di euro alle riforme del mercato del lavoro e 4,6 miliardi a investimenti per aumentare il numero di asili nido e materne per sostenere le lavoratrici.

 

 

Problemi “di genere” per Polonia e Ungheria

Mateusz Morawiecki e Viktor Orban hanno chiesto di cancellare dalla Dichiarazione di Porto la dicitura “parità di genere” ottenendo la modifica delle parole del testo in inglese. Nella versione finale, approvata da tutti, si parla di “promozione dell’uguaglianza tra gli individui (donne e uomini, ndr)”. Un dettaglio che richiama alla chiarezza giuridica in modo da non infastidire il Governo conservatore nazionalista di Varsavia o quello ungherese. Entrambi non accetterebbero di fare concessioni o inciampare in potenziali aperture nei confronti dei diritti Lbgt, a cui si sono finora dimostrati contrari.

 

Brevetti vaccini: la deroga non scioglie il nodo

Credo che dovremmo essere aperti” nelle discussioni che riguardano alla deroga alla proprietà intellettuale dei vaccini, ha dichiarato Ursula Von der Leyen, avvertendo che la deroga non risolverà comunque il problema. Per la Presidente, serve “una condivisione dei vaccini, l’export di dosi e investimenti” che potenzino “la capacità produttiva”. È durante questi dialoghi che Emmanuele Macron ha asserito che gli anglosassoni dovrebbero smettere di bloccare l’esportazione delle partite di siero antivirus (o ingredienti per produrli) verso altri Paesi.

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