Calcio estero

Tutti i record di Robert Lewandowski, il re tedesco del goal

All’attaccante polacco, manca solo la Scarpa d’oro: lui però si giustifica con le quattro giornate in meno della Bundeslig e sul campionato italiano...

Tutti i record di Robert Lewandowski, il re tedesco del goal

Ventuno gol nelle ultime dodici partite disputate tra club e Nazionale. Robert Lewandowski non si ferma più, da anni ormai. L’attaccante polacco non sbaglia un colpo dall'11 febbraio scorso, giorno della finale del Mondiale per Club contro il Tigres. Da quel momento, ha punito tutti gli avversari che ha incontrato, andando in rete contro 12 team. Sono 201 ora i gol segnati con la maglia del Bayern Monaco: diventa così il secondo attaccante più prolifico per una singola squadra in Bundesliga. 

 

Meglio di lui solo Gerd Muller, che ne realizzò 365 sempre con la casacca dei bavaresi. Un bomber di razza tra i più forti della generazione attuale, con colpi di classe che stupiscono ogni anno, nonostante l’età avanzi. Potrebbe ancora fare la differenza per diverse stagioni, sia con il club sia con la Nazionale. Lo scorso anno al di fuori del triplete ha sfiorato la conquista della scarpa d’oro, di nuovo, arrivando secondo solo all’indomabile Ciro Immobile. 

 

In totale esclusiva si è raccontato a Tuttosport, partendo dalla sua passione giovanile per il calcio, i suoi idoli, legati anche molto all’Italia e soprattutto il suo cammino per giungere ai livelli che lo contraddistinguono oggi: “ Segno da quando ho 5 anni, il goal è la mia risorsa di vita da sempre”. Un colosso dell’area, un uomo dal grande cuore, capitano e esempio per i più giovani. 

 

L’intervista a Lewandowski

In primis si è espresso sulla stagione che sta vivendo, tra obiettivi presenti e futuri: "Spero di segnare anche nelle due giornate finali della Bundesliga, poi dovrò aspettare i verdetti degli altri tornei. Per chi gioca in Germania è più complicato vincere la Scarpa d'Oro perché, rispetto a Italia, Inghilterra, Spagna e Francia, il campionato ha quattro giornate in meno. E in quattro partite si possono segnare diversi gol. Proprio per questo sarei ancora più contento e orgoglioso di conquistare la mia prima Scarpa d’Oro. Questo è stato un anno con tante situazioni complicate a causa del Covid, ma in generale rivincere è ogni anno più difficile. L’ultimo titolo è sempre più duro di quello precedente". 

 

Poi ha parlato dell’Italia, dai suoi idoli che lo legavano al nostro paese, Roberto Baggio e Alex Del Piero: “Roby Baggio è stato il mio primo idolo. Lo vedevo giocare con l'Italia e mi faceva impazzire tutto di lui, la tecnica, i dribbling, i gol e anche il codino. La Juventus: un campionato difficile,  incapace di seguire le orme del mio Bayern nel continuare ad alzare trofei. Per Szczesny mi dispiace: è un compagno di Nazionale e un amico. Però l’Inter ha meritato di vincere, si è dimostrata una grande squadra. Conquistare nove campionati di fila, come Juventus e Bayern, è qualcosa di straordinario.Sicuramente la Serie A è un campionato più tattico e difensivo. Ma è difficile segnare tanto in Italia quanto in Germania, Spagna o Inghilterra”.

 

E sul futuro del nostro campionato vede la risalita di una squadra in particolare, fresca di nuovo allenatore: “Mourinho alla Roma? Se mi ha sorpreso? Un po’ sì, nel senso che non me lo sarei aspettato, viste le sue ambizioni di giocare la Champions ovunque vada. Però la Roma è una bella squadra e poi parliamo di una città famosa nel mondo per la sua storia infinita”.

 

Infine ha chiuso su un possibile arrivo in Italia nel prossimo futuro: "Capita di parlare di calcio italiano, mi hanno raccontato molte cose sul vostro campionato. Alcune squadre le conosco bene perché le ho affrontate in Champions. La verità, però, è che oltre ad avere un contratto con il Bayern, mi trovo benissimo in questo club". 

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