Un’altra donna al vertice

Sally Buzbee, la prima donna a dirigere il Washington Post in 144 anni

Una svolta annunciata oggi: l’attuale direttrice e vicepresidente di Ap prenderà il posto di Martin Baron che alla fine di febbraio è andato in pensione

Sally Buzbee, la prima donna a dirigere il Washington Post in 144 anni

Per la prima volta in ben 144 anni di storia, una donna è stata scelta come nuovo direttore del prestigioso quotidiano statunitense Washington Post. Sally Buzbee, reporter e attuale direttrice nonché vicepresidente dell'Associated Press, prenderà il posto di Martin Baron- in carica dal 2013 fino a febbraio 2021- e guiderà una redazione di circa 1000 persone a partire dal 1° giugno.


Dopo le nomine di Alessandra Galloni alla guida dell’agenzia Reuters e di Roula Khalaf al Financial Times, aumenta il numero delle giornaliste a capo di grandi testate internazionali, spesso per la prima volta in assoluto.

 

Chi è Sally Buzbee alla guida del Washington Post

Sally Buzbee, 55 anni, inizia la sua carriera nel 1988 come giornalista dell’Associated Press a Topeka, Kansas, per poi diventare corrispondente da San Diego. Nel 1995 si trasferisce nella redazione di Washington, dove viene promossa a vice capo. Nel 2004 diventa editor dal medio Oriente di Ap, con  sede a El Cairo, occupandosi della copertura della guerra in Iraq, del conflitto tra Israele e Hezbollah e della crisi del Darfur.


Nel 2010 diventa vicedirettore della sede di New York City e nello stesso anno viene nominata capo dell’ufficio di Washington, mentre nel 2017 subentra a Kathleen Carroll come vice direttrice esecutiva sempre dell’Ap.


Fred Ryan, editore del Washington Post, ha sottolineato come la direzione del giornale stesse cercando una persona “che avesse radici nel giornalismo coraggioso, che è il segno distintivo del Post e che potesse aumentare i nostri lettori negli Stati Uniti e all’estero. Abbiamo accuratamente cercato un leader audace in grado di gestire la nostra dinamica redazione e i nostri uffici in tutto il mondo. Abbiamo cercato qualcuno che condividesse i nostri valori di diversità e inclusione e che desse a questi temi priorità nella nostra copertura giornalistica, nonché nelle nostre assunzioni e promozioni”.

Una scelta condivisa con l'attuale proprietario del Washington Post, il fondatore di Amazon Jeff Bezos.

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