Quirinale

Mattarella a Brescia: “Questo è il tempo del rilancio comune”

Il capo dello Stato inaugura l’anno accademico dell’Università: “Il mio tour negli atenei continuerà”. La ministra Messa: “In arrivo 15 miliardi in 7 anni”

Mattarella a Brescia: “Questo è il tempo del rilancio comune”

“Questo è il tempo del rilancio comune. Dipendiamo gli uni dagli altri, nelle difficoltà è necessario che ciascuno faccia la sua parte”. Sergio Mattarella è all’Università di Brescia per l’inaugurazione dell’anno accademico. Una visita che avrebbe dovuto svolgersi lo scorso ottobre e che poi, a causa della seconda ondata della pandemia, è stata rinviata ad oggi. Con lui la ministra dell’Università e Ricerca scientifica, Maria Cristina Messa, e la titolare degli Affari regionali, Maria Stella Gelmini. Un intervento atteso, quello del capo dello Stato, nella città ‘leonessa d’Italia’. Qui, tra le comunità più colpite, sottolinea quanto nel corso di “quest’anno si sia capito che bisogna affrontare insieme le sfide”. E questo “richiama tutti al senso della solidarietà”.

 

Lo sguardo dell’inquilino del Quirinale di fronte alla platea di accademici è rivolto anche al dopo pandemia. Mostra “apprezzamento” il presidente per un ateneo in cui si percepisce “la proiezione verso il futuro”, che segna il “carattere di questo momento storico”. Tempo in cui bisogna guardare avanti, “verso la ripresa, la ripartenza, la ricerca di nuovi equilibri di normalità. Nuova e più consapevole, che renda possibile una vera e veloce crescita del Paese”.

Mattarella ci tiene a ricordare la sua vicinanza al mondo della ricerca e della cultura. Dopo l’interruzione dovuta alla pandemia "il mio tour negli atenei continuerà negli ultimi mesi della mia presidenza. E non perché la mia vita prima dell’ingresso nelle istituzioni sia sempre stata nelle Università, ma perché siamo consapevoli dell’importanza che gli atenei rivestono”. Da qui “l’esigenza di rafforzarli, incoraggiarli e sorreggerli anche nell'obiettivo di aumentare il livello di istruzione, dei laureati nel Paese”. Il presidente ricorda che “tra i suoi compiti vi è quello di essere presente nei territori e rappresentare la vicinanza delle istituzioni nazionali nelle diverse aree” della penisola. Purtroppo “la pandemia ha frenato questo impegno. L’ultima visita in condizione di ritmi normali è stata all’Università di Macerata. Sono felice di riannodare con questa prima visita dopo l’intervallo, due diversi atenei”. 

 

Poco prima dell’intervento del presidente della Repubblica, la ministra Messa aveva ricordato il gap esistente tra il nostro Paese rispetto ad altri Stati Ue per quanto riguarda investimenti su ricerca e innovazione. In Italia si è solo all’ “1,4 per cento del Pil, contro una media Ue del 2,1 per cento”. Un tetto “lontano dalla percentuale della Germania che è al 3,3 per cento” e che “ha comportato, tra i tanti effetti negativi, un insufficiente numero di ricercatori e la bassa capacità innovativa del Paese”. Ma “per la prima volta nella storia italiana”, ha detto, “disponiamo di un intervento straordinario per la ricerca e l’alta formazione. Circa 15 miliardi in sette anni che consentiranno, congiuntamente a una stagione di riforme condivise, di invertire la rotta”.

Ha aggiunto la ministra: “C’è bisogno dell’impegno e dell’intelligenza di tutti, e dei giovani in particolare. Che invito, nonostante tutte le criticità, le debolezze e le contraddizioni del sistema, ad avere fiducia e a continuare a credere nel valore edificante della ricerca e della formazione”. L’invito è “ad essere ottimisti”. 

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