Il giallo del vaccino russo

Il caso Putin: vaccinato, ma iper protetto per paura del Covid

E’ giallo sulle misure di sicurezza a protezione del presidente russo che, nonostante due dosi di siero, evita gli incontri e fa osservare la quarantena

Il caso Putin: vaccinato, ma iper protetto per paura del Covid

Vladimir Putin è vaccinato. Ad annunciare che il presidente russo ha completato il ciclo vaccinale con due dosi del siero Sputnik (o almeno così si ritiene) è stato lo stesso Cremlino. Eppure il leader della Federazione russa continua a osservare rigidissime misure di protezione, come a voler scongiurare il minimo rischio di contagio da coronavirus. A farlo notare è stata Bloomberg, con un articolo ripreso da altri media internazionali.

 

Putin, doppia dose di vaccino

Il presidente russo, Vladimir Putin, ha completato il ciclo vaccinale ormai da oltre un mese, esattamente dallo scorso 14 aprile, quando gli è stata somministrata la seconda dose di siero. A confermarlo era stato lo stesso Cremlino, pur senza precisare di quale prodotto si tratti. In realtà tutti gli indizi portano a pensare che gli sia stato inoculato lo Sputnik V, il più noto dei tre vaccini russi.

Il leader russo, dunque, sarebbe protetto, eppure evita gli incontri ufficiali e i contatti con chi proviene da fuori. Chi lo vede di persona, prima deve osservare un rigido protocollo di sicurezza, che prevede anche la quarantena, nonostante l’efficacia di Sputnik sia ritenuta elevata. Pur in attesa di approvazione da parte di Ema, viene indicata nel 100% dalle autorità di San Marino, dove è stato scelto come vaccino per la campagna di immunizzazione, e di poco inferiore secondo i dati ufficiali prodotti da Mosca.

 

Bloomberg e il caso Putin

A sollevare “il caso Putin” è stata l’agenzia di stampa Bloomberg, dopo che la scorsa settimana il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha incontrato il ministro degli Affari esteri russo, Sergej Lavrov, insieme a un gruppo di studenti a Mosca. Un’occasione utile anche per un possibile faccia-a-faccia con Vladimir Putin, dato che Guterres si trovava a Mosca e a pochi passi dal Cremlino. Ma il presidente russo ha preferito una videochiamata. Perché?

 

Incontri sì, ma col contagoccie (e dopo quarantena)

A confermare il dubbio che ci sia il timore di contagio per il leader russo è anche un altro episodio: di recente Putin ha avuto alcuni incontri ufficiali in presenza, ad esempio con “Alleati come i leader di Bielorussia, Armenia e Tagikistan, nonché il capo della federazione di hockey – spiega Bloomberg, che cita il summit di Sochi, in Russia. L’agenzia, però, ricorda come il capo del Cremlino abbia acconsentito solo dopo parere positivo da parte di una squadra di propri esperti sanitari, che hanno valutato caso per caso.

 

A rischio il vertice Putin-Biden

A questo potrebbe anche essere a rischio il vertice, in presenza, tra il presidente russo Putin e quello statunitense Biden, in programma a giugno. L’occasione potrebbe essere il viaggio in Europa da parte del capo della Casa Bianca, atteso al G7 in Cornovaglia dall'11 al 13 giugno e poi a Bruxelles per incontrare i leader Ue e partecipare al summit Nato del 14 giugno. In quella occasione potrebbe intervenire anche Putin, ammesso che decida di volare personalmente in Europa.

Per resta, dunque, resta il giallo confermato anche dal fatto che Putin da mesi non vede molti suoi ministri, nonostante siano tutti vaccinati, soprattutto perché il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, si è riferito alle misure di protezione per il presidente russo, dichiarando: “Lo standard del capo di Stato (russo) è più alto”.

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