Il nuovo Fisco

Riforma fiscale 2021: come sarà la nuova Irpef. Proposte dei partiti

La Riforma fiscale 2021 resta al centro della ripartenza post Covid. Le proposte dei partiti: si va dalla flat tax alla riduzione delle aliquote Irpef

Riforma fiscale 2021: come sarà la nuova Irpef. Proposte dei partiti

Tra le tante riforme di cui il nostro paese ha bisogno per ingranare la marcia nella ripartenza post Covid c’è quella del Fisco, alla luce di un sistema considerato al momento iniquo e farraginoso.

 

Vediamo insieme le proposte che i partiti hanno presentato alla Commissione bicamerale per l’indagine conoscitiva sulle tasse: si va dalla flat tax alla riduzione delle aliquote Irpef.

 

Riforma fiscale 2021 tra flat tax e riduzione aliquote Irpef

Secondo l’Eurispes una Riforma dell’Irpef non è più rinviabile per l’Italia: “a prescindere dal modello che si riterrà più idoneo al sistema italiano (tedesco o riduzione scaglioni attuali, o altro), appare evidente come il punto focale sia riuscire a mettere mano anche al sistema delle tax expenditures, senza il quale ogni riforma che alleggerisca la pressione fiscale non sarebbe comunque sostenibile per le casse erariali”. 

 

Per iniziare a discutere di Riforma Irpef 2021 si attende il documento di sintesi redatto dalla Commissione bicamerale per l’indagine conoscitiva sulle tasse, che dovrebbe arrivare con l’inizio dell’estate, fine giugno primi di luglio. I partiti stanno presentando le proprie proposte che variano dalla flat tax al sistema progressivo con abolizione di tutte o quasi le detrazioni fiscali.

 

L’obiettivo del ministro dell’Economia, Daniele Franco, è quello di arrivare a fine anno con un testo pronto, da poter applicare ai redditi 2022.

 

Le proposte dei partiti per la Riforma Irpef 2021

Tra le ipotesi in campo per la Riforma fiscale 2021 quella del Partito democratico che si basa sul sistema progressivo, con la riduzione del numero delle aliquote per un Fisco più equo. In particolare, si suggerisce un intervento sul secondo e terzo scaglione di reddito.

 

Dello stesso avviso Forza Italia, che chiede un intervento sulle medesime fasce di reddito, “con uno scaglione centrale che deve modularsi come una flat tax del ceto medio”.  

 

L’idea di una flat tax piace a tutto il centrodestra, con la Lega che chiede di introdurre una flat tax incrementale mentre Fratelli d’Italia rilancia la flat tax al 15% per gli incrementi di reddito da un anno all’altro.

 

Italia Viva spinge per una soglia di reddito minimo esente sulla quale non pagare le tasse (8 mila euro) e un’imposta negativa per i redditi bassissimi. I renziani dicono no a quasi tutte le detrazioni e deduzioni, chiedendo una riduzione a tre delle aliquote Irpef.

 

Puntano su tre scaglioni anche i 5 Stelle con le aliquote fino al 27% riunite al 23%, quella al 41% portata al 37% e la più alta vista in calo dal 43 al 42%.

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