Vacanze 2021 all’estero

Viaggi estate 2021, dove c’è la quarantena e dove basta il tampone

Se l’Italia riapre le porte al turismo, specie europeo, per poter viaggiare nel mondo ci sono ancora diverse restrizioni. Ecco quali e dove poter andare

Viaggi estate 2021, dove c’è la quarantena e dove basta il tampone

L’Italia ha aperto i propri confini e dal 15 maggio è caduto l’obbligo di quarantena per chi proviene dai paesi europei, oltre che da Regno Unito e Israele. Per trascorrere le vacanze nel nostro Paese è ora sufficiente un tampone negativo in ingresso, effettuato nelle 48 ore precedenti, o l’attestato di vaccinazione (entrambe le dosi o l’unica dose Johnson & Johnson) o oppure la certificazione di avvenuta guarigione dal Covid, senza quindi più dover trascorrere cinque giorni in isolamento, dopo i quali sottoporsi a test molecolare o antigenico.

In pratica sono le condizioni previste dal Green Pass.

 

 

Per i turisti italiani all’estero, però, occorre controllare le norme in vigore nei Paesi di destinazione. Nel Regno Unito, per esempio, non solo è prevista la quarantena, ma anche due tamponi a pagamento per un totale di 210 sterline, pari a circa 244 euro. I dettagli delle disposizioni sono disponibili sul sito della Farnesina Viaggiare Sicuri, del ministero della Salute e dell’Unione Europea (reopen.europa.eu/it). Eccoli riassunti.

 

Viaggiare in Europa

Al momento i Paesi che richiedono ancora la quarantena (10 giorni) sono l’Austria, i Paesi Bassi e il Belgio, che però potrebbero modificare le norme in base alla colorazione che indica il grado di rischio contagio. In Danimarca, per chi arriva dalla zona arancione come l’Italia in questi giorni, è richiesto un test anti-Covid negativo effettuato nelle 48 ore precedenti l'ingresso, seguito da un altro test rapido subito dopo l'arrivo ed un periodo di auto-isolamento di 10 giorni, che può essere ridotto a 5/6 giorni, sottoponendosi ad un altro test molecolare PCR almeno quattro giorni dopo l'arrivo nel Paese.

 

La Svezia “raccomanda” invece l’isolamento per 7 giorni, mentre è obbligatoria la quarantena di 14 giorni in Romania (10 giorni se asintomatici e con un test negativo l’8° giorno dall’ingresso) e in Slovacchia, anche se qui si può saltare la quarantena se si è immunizzati. In Polonia, invece, l’obbligo di quarantena di 10 giorni per coloro che arrivano con qualsiasi mezzo di trasporto (anche a piedi) da altri Paesi Schengen, salvo per chi ha tampone negativo (PCR o antigenico), effettuato non oltre le 48 ore precedenti l’ingresso nel Paese e redatto in lingua inglese o polacca.

 

In Spagna, poi, si può entrare tutti i paesi UE senza obbligo di quarantena. Chi arriva dall'Italia deve presentare un certificato di tampone molecolare (PCR), con risultato negativo. Non sono ammessi i test rapidi (antigenici). In Germania, in base all’ordinanza del 14 maggio, “chiunque entri in aereo, indipendentemente dal Paese di provenienza, deve disporre, PRIMA dell'imbarco, di una documentazione che dimostri di essere vaccinato, guarito o di esser risultato negativo ad un tampone (salvo limitatissime eccezioni previste dalla normativa). Tale obbligo non vale per i bambini sotto i 6 anni” come si legge sul sito ViaggiareSicuri.

 

Regno Unito: ancora quarantena

Ai visitatori è richiesto il risultato negativo di un test Covid effettuato nei tre giorni precedenti il giorno della partenza. Bisogna, però, anche compilare un modulo online con indirizzo e telefono per il tracciamento. E’ anche obbligatorio osservare una quarantena cautelare di 10 giorni, ridotti a 5 se si effettua un altro tampone il 5° giorno. Al 2° e 8° giorno di auto-isolamento, inoltre, occorre sottoporsi a tampone, prenotabile al costo di 201 sterline.

 

Paesi extra Ue: Giappone

Oltre a un test nelle 72 ore precedenti all’arrivo, ai turisti in ingresso viene effettuato un test salivare, con attesa in aeroporto per l’esito (circa 3 ore) e 3 giorni di quarantena in una stanza di hotel senza uscire. Per essere liberi di muoversi occorre sottoporsi a test al 5° giorno e terminare i 14 giorni di quarantena complessivi nella propria meta di viaggio, raggiungibile non con mezzi pubblici.

 

Marocco, Arabia Saudita, Oman, Canada

Col Marocco sono sospesi i collegamenti fino al 10 giugno, mentre in Arabia Saudita sono stati ripristinati dal 17 maggio, ma con certificato di PCR test negativo eseguito nelle 72 ore precedenti l’imbarco sul volo, e quarantena obbligatoria di sette giorni a partire dall’ingresso sul territorio saudita per i non vaccinati.

In Oman niente collegamenti esterni via terra e i voli aerei sono consentiti solo ai cittadini omaniti e agli stranieri già titolari di un visto in corso di validità. Stesse procedure per il Canada con estensione del permesso ai familiari stretti (coniuge o partner di common law; figli minori; genitori) dei residenti.

 

Stati Uniti, Cina, Australia

È sospesa la possibilità di ingresso negli USA per i viaggiatori che, nei 14 giorni precedenti, siano stati in un Paese dell’Area Schengen (inclusa l’Italia), fatto salvo per chi ha un visto come cittadino statunitense, residente permanente o diplomatico. In Cina è prevista una quarantena di 14 giorni, ma l’ingresso è comunque previsto solo per motivi urgenti e improrogabili (non turismo).

In Australia è stata disposta la proroga, fino al 17 giugno 2021, della chiusura dei confini internazionali per tutti, sia in ingresso che in uscita. C’è obbligo di quarantena di 14 giorni in strutture apposite indicate dalle autorità (in genere hotel) per chi ha permessi speciali, a prescindere dalla vaccinazione.

 

In futuro le Maldive, ma con alcune eccezioni

I confini delle Maldive dovrebbero riaprire dal 15 luglio 2021, ma solo se i contagi non dovessero aumentare ulteriormente (specie a Malè). C’è il coprifuoco (dalle 22 alle 4.30) in diversi atolli e occorrono il visto e un test molecolare negativo (presso resort entro le 96 ore precedenti l’imbarco aereo o72 se si soggiorna presso una guest house).

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