Sostegni alle imprese bis

Fondo perduto Partite IVA 2021: come funziona e aliquote, Sostegni Bis

Via libera al Decreto Sostegni bis che ha varato i nuovi contributi a fondo perduto per Partite Iva. Come funzionano i nuovi indennizzi: opzioni e aliquote

Fondo perduto Partite IVA 2021: come funziona e aliquote, Sostegni Bis

Via libera del Consiglio dei Ministri al Decreto Sostegni bis da 40 miliardi di euro, provvedimento che introduce misure urgenti connesse all’emergenza Covid per le imprese, il lavoro, i giovani, la salute e i servizi territoriali.

 

Gli interventi previsti dal Decreto Imprese, Lavoro, Giovani e Salute, così è stato chiamato il Sostegni bis, si articolano su 7 principali linee di azione:

  • sostegno alle imprese, all’economia e abbattimento dei costi fissi;

  • accesso al credito e liquidità delle imprese;

  • tutela della salute;

  • lavoro e politiche sociali;

  • sostegno agli enti territoriali;

  • giovani, scuola e ricerca;

  • misure di carattere settoriale.

 

I nuovi contributi a fondo perduto del Decreto Sostegni bis

Più di 15 miliardi di euro del Decreto Sostegni bis sono stati destinati ai nuovi contributi a fondo perduto per i soggetti titolari di partita IVA che svolgono attività d’impresa, arte o professione.

 

La misura, spiegata in conferenza stampa, si basa su tre binari:

  • la replica del precedente intervento previsto dal primo Decreto Sostegni, in modalità automatica e senza presentare una nuova domanda, con un contributo a fondo perduto per le partite IVA con determinate classi di ricavi, che abbiamo subito un calo del fatturato di almeno il 30 per cento tra il 2019 e il 2020;

  • una seconda componente basata sul calo medio mensile del fatturato nel periodo compreso tra il primo aprile 2020 e il 31 marzo 2021, con una nuova domanda da presentare all’Agenzia delle entrate per ottenere l’eventuale conguaglio nel caso in cui si avesse diritto ad un indennizzo maggiore rispetto a quello elargito in automatico (opzione alternativa alla prima);

  • la terza componente avrà una finalità perequativa e si concentrerà sui risultati economici dei contribuenti, anziché sul fatturato. Il contributo verrà assegnato sulla base del peggioramento del risultato economico d’esercizio e terrà conto dei ristori e sostegni già percepiti nel 2020 e nel 2021.

 

Il nuovo intervento è più articolato dei precedenti, spiega il governo, con l’obiettivo di raggiungere una platea ancora più ampia di beneficiari e di fornire un ristoro maggiormente in linea con gli effettivi danni economici subiti dagli operatori a causa della pandemia.

 

Decreto Sostegni bis: fondo perduto per tutti e nuove aliquote

È bene sottolineare che questa volta sono stati previsti anche contributi a fondo perduto per partite IVA che hanno registrato perdite di fatturato inferiori al 30%, grazie al principio dell’utile di bilancio. Gli indennizzi in questione, pari a 4 miliardi di euro, andranno “a favore di tutti i soggetti che svolgono attività d’impresa, arte o professione e che producono reddito agrario, titolari di partita IVA residenti o stabiliti nel territorio dello Stato”, “a condizione che vi sia un peggioramento del risultato economico d’esercizio relativo al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2020, rispetto a quello relativo al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2019, in misura pari o superiore alla percentuale definita con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze”.

 

Nuove aliquote, invece, per i soggetti che non hanno beneficiato del contributo a fondo perduto del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41 (Decreto Sostegni), con l’ammontare del contributo determinato sul periodo 1 aprile 2020 - 31 marzo 2021 e 1 aprile 2019 - 31 marzo 2020 come segue:

  • 90% per i soggetti con ricavi e compensi non superiori a 100 mila euro;

  • 70% per i soggetti con ricavi o compensi tra 100 mila e 400 mila euro;

  • 50% per i soggetti con ricavi o compensi tra 400 mila e fino a 1 milione di euro;

  • 40% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 1 milione di euro e fino a 5 milioni di euro;

  • 30% per i soggetti con ricavi o compensi tra 5 e 10 milioni di euro.

In tutti i casi elencati l’importo massimo del contributo non può mai superare i 150 mila euro.

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