Intervista calcio

I ricordi di Maicon: dalla mentalità vincente del triplete al Sona

L’ex terzino dell’Inter, adesso in Serie D al Sona, ha ricordato il suo percorso nella squadra lombarda, in cui ha vinto tanto, scrivendo pagine di storia.

I ricordi di Maicon: dalla mentalità vincente del triplete al Sona

L’Inter con la collaborazione di StarCasinò Sport, ha realizzato un'intervista ad un Q&A, al leggendario terzino del triplete, Maicon, che ha ripercorso i suoi anni in nerazzurro: dal suo soprannome “Colosso” che deriva dai tifosi "Non mi sarei mai aspettato un soprannome del genere, mi è piaciuto quando me lo hanno dato. I tifosi mi chiamano ancora così” alla vita nello spogliatoio di quella gloriosa squadra. Narra come il calcio sia cambiato e chi faceva veramente la differenza dieci anni fa.

 

Oggi il brasiliano si trova ancora in Italia, tra le fila del Sona, in Serie D. Un'esperienza nuova, che certifica la sua grande umiltà da sportivo e uomo nel rimettersi in gioco nel calcio dillettantistico. 
 

L'intervista a Maicon:

Su tutti, qual è il migliore ricordo all’Inter? "Sicuramente il gol contro la Juve, eravamo in un momento difficile in campionato e se vincevamo quella partita lo scudetto sarebbe stato nelle nostre mani”.

 

Quale era il tuo rapporto con i tifosi interisti? "Strepitoso, mi hanno acccolto benissimo sin dal primo giorno. Io ho dovuto solo fare il mio dovere perché sapevo che loro mi avrebbero sostenuto". 

 

Tra tutti i giocatore che hai incontarto, chi era il più forte di tutti? "Il più forte è sicuramente Ibrahimovic, in Zlatan c’era qualcosa di particolare che ci faceva capire che sarebbe diventato un grandissimo campione".

 

Eri un leader indubbiamente, ma che tipo eri nello spogliatoio? "Mai avuto probiemi nello spogliatoio, e all'Inter era impossibile averne perché eravamo un gruppo strepitoso. Ero un tipo tranquillo". 

 

Quali sono i più bei ricordi dei trofei vinti? "La Coppa Italia contro la Roma, nell'Olimpico pieno, è un trofeo che ha un peso diverso. Poi è certo che la Champions rimarrà per sempre, è la più bella di tutte". 

 

Se ne avessi la possibilità, cambieresti la Champions con l'Inter per un Mondiale col Brasile? "No, non cambierò mai. Il Mondiale, con me o senza di me, il Brasile lo rivincerà prima o poi con la qualità che ha. La Champions fu bellissima perché non arrivava da anni, Moratti fece uno sforzo grandissimo per poterla ottenere". 

 

Cosa ne pensi di Hakimi, lo si può considerare un tuo erede? "Ha fatto un grandissimo campionato, è un giocatore che era già passato in grandissime squadre e non aveva dimostrato quello che ha fatto vedere qui all’Inter. Non credo si possa fare un paragone con me, abbiamo caratteristiche diverse e ognuno ha le sue qualità, però è sicuramente un giocatore forte".

 

Tra tutti quelli che hai messo a segno, scegli il gol più bello segnato con l'Inter."Per me è stato quello nel derby che abbiamo vinto 4-2. La rete più difficile è sicuramente quella contro la Juventus, però quello contro il Milan è stato un bellissimo gol all'incrocio dei pali, difficile vedere un tiro così, a parte per alcuni giocatori come Stankovic o Sneijder, ma io non l’avevo mai fatto così e ci sono riuscito”.

 

Come sta andando l'esperienza  nella Serie D italiana col Sona? "All’inizio ho fatto un po' di fatica perché ti trovi con i ragazzi di 20 anni che corrono di brutto e io non sono il Maicon di dieci anni fa. Però adesso mi sto trovando bene e, anche se la qualità non è quella della Serie B o della Serie A, mi sto divertendo tanto, abbiamo un gruppo bellissimo fatto da ragazzi giovani e da esperti, mancano poche giornate alla fine e l’obiettivo della squadra è salvarsi e lo facciamo sicuramente, per cui va benissimo così. Il cuore del pallone lo si vede anche nei terreni in cui non ci sono grandi impianti, ma la passione dei tifosi che vale più di ogni altro elemento in questa modernità sociale”.

 

Cosa significa per te la vittoria di uno scudetto? "Mamma mia, è una roba bellissima, il primo scudetto che abbiamo vinto dicevano che fosse falso perché non c’era la Juve e il Milan era rimasto 16 punti indietro. Poi ne abbiamo vinti quattro di fila e allora ci hanno attribuito il giusto merito. La sensazione dopo la vittoria è impressionante, io ne ho vinti 5 di seguito e sono veramente contento di averli vinti con l’Inter perché è una squadra che si merita tanto, ha una tifoseria incredibile che non ho mai visto da nessuna parte e sono felice di far parte di questa famiglia".

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