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Decreto Semplificazioni, codice appalti: perché divide la maggioranza

In ritardo l’approvazione del Decreto Semplificazioni 2021, con la maggioranza di governo divisa sulla riforma del codice degli appalti in vista Recovery

Decreto Semplificazioni, codice appalti: perché divide la maggioranza

Subappalto libero, appalto integrato con affidamento in base al massimo ribasso, queste le principali novità del Decreto Semplificazioni 2021 per rivedere il codice degli appalti in vista dell’arrivo degli aiuti europei del Recovery Fund.

 

Divisa la maggioranza di governo con Pd, Leu e Sinistra italiana preoccupati per le infiltrazioni della mafia e il “gioco” costoso delle varianti. Il rischio è quello di “tornare ai peggiori anni ’50, alla giungla nei cantieri, all’apertura agli illeciti, al cottimo”, avvertono i sindacati.

 

Decreto Semplificazioni 2021 in ritardo. Novità sugli appalti

La cassetta degli attrezzi promessa alla Commissione europea per velocizzare le opere infrastrutturali del Pnrr è in ritardo, doveva essere approvata già giovedì scorso. Stiamo parlando del Decreto Semplificazioni 2021, provvedimento che mira a semplificare e velocizzare gli appalti in vista delle opere da realizzare con gli aiuti del Recovery Fund.

 

Mentre il centrodestra spinge per azzerare il codice degli appalti, il centrosinistra ed i sindacati si schierano contro la liberalizzazione del subappalto lanciando un allarme: il rischio è quello di “tornare ai peggiori anni ’50, alla giungla nei cantieri, all’apertura agli illeciti, al cottimo”.

 

Secondo la bozza del Decreto Semplificazioni per gli appalti si punta ad una proroga fino al 2026 delle deroghe introdotte dal precedente governo Conte ma anche ad una liberalizzazione del subappalto, con l’impresa vincitrice della gara libera di affidare ad altri i lavori da realizzare.

 

Novità anche negli affidamenti diretti ossia nell’assegnazione dei lavori senza bando, attraverso una procedura negoziata. Sale da 75.000 a 139.000 la soglia dei contratti senza gara di servizi e forniture, mentre per l’affidamento dei lavori la procedura senza bando potrà essere applicata per i contratti tra 150.000 e 1 milione di euro. Per quelli superiori servirà la consultazione di almeno 10 operatori.

 

Infine c’è l’appalto integrato, ossia la possibilità di affidare progettazione, esecuzione lavori e collaudo alla stessa impresa, reintroducendo la figura del general contractor negli appalti pubblici. “L’aggiudicazione può avvenire sulla base del criterio del prezzo più basso”, si legge nella bozza con il pericolo che in corso d’opera il prezzo aumenti con il famoso “gioco delle varianti”.

 

Maggioranza divisa sul Decreto Semplificazioni 2021

La revisione del codice degli appalti divide la maggioranza di governo, facendo ritardare il via libera al Decreto Semplificazioni 2021, con il premier Draghi che prende tempo.

 

L’ex ministra delle infrastrutture dem Paola De Micheli dichiara che “il Pd non può consentire il ritorno del massimo ribasso negli appalti, perché in quelle pieghe si inseriscono le mafie”.

 

Sulla stessa linea Leu e Sinistra Italiana, con Federico Fornaro, capogruppo di Leu alla Camera convinto che liberalizzare e velocizzare “non può e non deve significare meno sicurezza per i lavoratori e abbassare l’asticella nel contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata”.

 

Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana, ed i sindacati temono “paghe da fame e sfruttamento, lavoro in nero, rischi concreti di infortuni causati dalla minore sicurezza”.

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