Il pagellone

Pagellone finale campionato Serie A: voti, prestazioni e protagonisti

Il dominio dell’Inter, la lotta tra Juventus, Milan e Napoli per la Champions e la corsa alla salvezza tra le più accese degli ultimi anni: pagelle finali

Pagellone finale campionato Serie A: voti, prestazioni e protagonisti

Finisce anche questo campionato 2020/2021, che ha regalato grandi emozioni e colpi di scena: dalla lotta scudetto a metà campionato, alla corsa Champions fino all'ultima giornata. Una guerra per la salvezza tra squadre inaspettate e nuove scoperte positive, di squadre emegenti, anche in questa stagione. Unica nota dolente, assai agggiungerei, era l'assenza di pubblico, che per molti team è stata una condanna. Ecco il pagellone finale di tutte le squadre partecipanti al torneo appena concluso.

 

Pagellone finale Serie A:

Atalanta voto 8,5: Un’altra stagione da grande, candita dalla terza qualificazione di fila in Champions League, la finale di Coppa Italia e gli ottavi in Europa. Nonostante i cambiamenti fossero diversi, i ragazzi di Gasperini hanno mantenuto la loro mentalità vincente, ormai acquisita (nonostante fossero privi di Gomez e Ilicic), dando del filo da torcere a tutti e rivelandosi nuovamente uno dei migliori attacchi del paese. Muriel è stato il protagonista assoluto di questa Dea, giocando un campionato da top player. 

 

Bologna voto 6: Salvezza raggiunta, come spesso è accaduto in questi anni, con facilità, non rischiando mai di finire nelle zone calde della classifica. Però il salto di qualità, anche lieve, non c’è mai stato e continuano a navigare nella parte destra senza mai riuscire a mostrare qualche scintilla in più. Sono mancati alcuni punti di riferimento, come Orsolini e Barrow, sotto tono in confronto agli anni passati. Palacio, che ha salutato la squadra, è stato fantastico, così come il giovane Vignato: i due trascinatori di questo spento Bologna. 

 

Benevento voto 4: Un girone d’andata da 8, quello di ritorno da 2: un cambio di rotta inspiegabile, che gli ha alla fine condannati al ritorno in Serie B. I primi mesi giocavano quasi da Europa League, con tanti goal e un gioco collettivo difficile da abbattere. Poi il buio, con una sola vittoria in 19 partite. Dalle stelle alle stalle, i campani si sono distrutti da soli, retrocedendo di un punto. Difficile capire cosa sia successo realmente, ma l’addio di Inzaghi ha fatto intendere che i problemi erano presenti nel cuore della società, e questo è stato doloso per il team.

 

Cagliari voto 5,5: Alla fine, a tre giornate dal termine, giungono alla salvezza, dopo aver trascorso un campionato disastroso. Nella prima parte di stagione con Di Francesco, i risultati non arrivano e con addirittura 12 risultati di fila senza vittoria, sembravano destinati alla B. Poi la luce con Semplici, in extremis, che ha ottenuto la salvezza giocando un calcio semplice, ma efficace. Il progetto deve ripartire da lui, questa rosa non può combattere per la salvezza: J.Pedro, Nandez, Nainggolan, Cragno…sono tutti elementi da big team.

 

Crotone voto 4: Sul finale si riprendono un po’e va sottolineato, visto che tendenzialmente sono retrocessi con Stroppa alla guida del team. Accumulare solo 12 punti in un girone è praticamente una condanna anticipata, che nemmeno il buon lavoro di Cosmi ha potuto raddrizzare. Di questa squadra si possono salvare alcuni singoli che hanno comunque fatto divertire, come Simy con i suoi 20 goal o Messias con le sue giocate illuminanti. Ripartire dal mister è una priorità, anche se vi è molto lavoro da fare.

 

Fiorentina voto 5,5: È vero la salvezza dopo tre anni è arrivata anche in anticipo, ma davvero una squadra del genere, merita campionati senza ambizioni, ne obiettivi di alto calibro? Entrambi gli allenatori si sono allontanati  dal club poiché lo valutavano “complesso psicologicamente”, e facendo intendere la poca organizzazione all’interno di una società forse un po’ troppo pretenziosa, per la rosa proposta quest’anno. Se si vuole ottenere una vera ripartenza, bisogna rifondare quasi tutto, ripartendo dal baby gioiello Vlahovic, unica cometa del team. 

 

Genoa voto 6,5: Prima parte di stagione assolutamente deludente, poi dal ritorno del condottiero Ballardini vi è stata una marcia punti da Europa. Maran aveva fallito in tutto e per tutto, rischiando di lasciare nel bivio una rosa valida. Il nuovo allenatore ha rialzato animi e fiducia, proponendo un bel gioco offensivo, in cui si attaccava in massa le difese avversarie. Applausi per Scammacca, Destro e Pandev, capaci di segnare sempre, trascinando la squadra. Così come il baby Rovella, rivelazione già acquistata dalla Juventus. Se finalmente si deciderà di ripartire dall’allenatore ex Palermo da subito, regaleranno nuove sorprese. 

 

Hellas Verona voto 6: Un campionato un po’ confuso da parte della corazzata di Juric, che è passata dall’essere “ l’anti big” , ad una media punti nel girone di ritorno quasi da retrocessione. I nuovi innesti, su tutti Lasagna, non hanno portato i risultati sperati, rivelandosi a tratti fuori contesto per le idee del mister. Un peccato considerando che se avessero seguite le orme iniziali, avrebbero potuto agguantare almeno il settimo posto. Ora il mister sembra in partenza, e il futuro dei veneti un po’ più cupo. 

 

Inter voto 9,5: Miglior attacco, una delle migliori difese (16 clean sheet) e il primo posto tra meritato: Conte ha ritrovato la pazza Inter che dominava anni fa il campionato italiano. Una macchina da guerra capace di battere tutti (solo 3 sconfitte), giovando un calcio efficace. No al bel gioco, sì alla concretezza, con Lukaku eroe dello Scudetto (protagonista tra goal e assist di 35 reti). Bene anche Hakimi al primo anno in Italia e Lautaro, che dopo l’estate difficile è riuscito ad imporsi positivamente. Ci sono le basi per tirare su una squadra dalla caratura importante amiche in Europa, dove hanno peccato un po’. 

 

Juventus voto 7: Alla fine, facendo i calcoli reali della prima avventura di Pirlo in panchina, sono arrivate la Coppa Italia, la Super Coppa Italia e la qualificazione in Champions League. Dopo anni di dominio ci poteva stare che ci fosse uno stop a livello di scudetti, e le colpe non possono essere solo del neo allenatore. Certo, quello che ha colpito maggiormente è la poca sicurezza nel dominare in campo: lo spirito Juventus è sparito poco a poco, a causa anche di prestazioni sotto tono di alcuni elementi fondamentali (tipo Ronaldo). Il futuro è da ridisegnare da capo a fondo. 

 

Lazio voto 7: Hanno lottato anche quest’anno per la Champions League, ma è proprio il doppio impegno, dopo diversi anni in cui non avevano partecipato, che gli ha rallentati: hanno giocato un’Europa importante, arrivando fino agli ottavi. In campionato invece più sotto tono, anche se alla fine l’hanno buttata via da soli la qualificazione, perdendo partite alla loro portata. L’addio di Inzaghi sembra cosa fatta, dopo 5 anni cambiare schemi, idee e gioco è un rischio importante, ma forse necessario. Lotito deve investire meglio nella rosa, i nuovi componenti sono tutti d bocciare (su tutti Muriqi).

 

Milan voto 8,5: È vero che giocarsi la Champions League dopo un girone d’andata da Campioni d’Inverno, è da bastonata sulla schiena, però il livello della squadra si è alzato troppo per non essere sottolineato. Pioli ha portato fiducia ad un team spento da anni, garantendo un posto dove merita di stare, tra le grandi d’Europa. Il simbolo è stato Kessié, cuore della squadra, così come Ibrahimovic, seppur bloccato dagli infortuni. Ora arriverà l’addio di Donnarumma, ma è necessario andare avanti e avere questa stagione come punto di èartenza, e non d’arrivo.

 

Napoli voto 7,5: Meriterebbero anche di meno, per come hanno gettato al vento la qualificazione alla Champions League, ma non sottolineare il bel gioco dei partenopei sarebbe da bugiardi. Quantità indefinita di infortuni, mai così tanti in Serie A, che per forza di cose hanno condizionato gli azzurri nel loro cammino. La rottura a gennaio tra allenatore e società non ha aiutato, ma alla fine Gattuso se ne va a testa alto, dopo due anni positivi. Gestire questa squadra molto offensiva non è facile e senza un allenatore di personalità, le cose non potranno mai cambiare. 

 

Parma voto 3,5: La più grande delusione di questa stagione sono i crociati, che arrivano ultimi contro ogni pronostico. In estate la nuova società ha investito tanto (anche a gennaio), non potendo però mai realmente ammirare una squadra che valesse la Serie A. Cacciare D’Aversa ad inizio anno è stata la condanna, richiamarlo è servito a poco poiché la mentalità era già stata decimata. Viste le importanti risorse economiche, servirà uno sforzo per risalire subito, anche se ad oggi gli spunti da salvare, per ripartire, sono pressoché inesistenti. 

 

Roma voto 6,5: Una squadra a due facce, che però nella seconda parte di stagione è stata assolutamente negativa. Iniziano anche bene, poi i soliti problemi di spogliatoi tra Fonseca e Dzeko hanno rovinato il rapporto della squadra, accusata anche di giocare contro il portoghese. Unica nota positiva, la cosiddetta “faccia felice” è in Europa League, dove stavano per sfiorare il sogno finale. È già stato annunciato Mourinho, che deve rimettere in piedi tutta una rosa sfiduciata e dalle poche certezze. Nessuno meglio di lui poteva essere scelto per questo delicato, am fondamentale, ruolo. La partecipazione alla nuova competizione europea però potrebbe rappresentare un ostacolo a livello fisico, non necessario. 

 

Sassuolo voto 7: Anche se alla fine non hanno raggiunto l’Europa, i neroverdi meritano tanti applausi per la stagione appena conclusa: prime 12 giornate da imbattuti, poi una crisi che probabilmente gli ha condannati nel loro percorso. Nel finale, grazie anche alla scoperta del baby bomber Raspadori, una nuova rinascita, che per 1 punto solo ha sfiorato il miracolo. De Zerbi se ne va a testa alta, con tanti insegnamenti lasciati ad un calcio italiano ancora ignorante a tratti. Un allenatore dal bel calcio, capace di competere von tutti, senza mai lasciare nulla al caso: calcoli, schemi e attitudine per giungere al risultato. 

 

Spezia voto 7: Molti criticano il percorso dello Spezia, confrontato a quello del Benevento, poiché hanno iniziato bene e terminato con tante sconfitte. Bisogna però ricordarsi che questo team arrivava dalla Serie B e quando è arrivato il momento di rialzarsi, lo hanno fatto mettendo in campo tutte le loro qualità. Italiano è un allenatore alla “De Zerbi”, per intelligenza calcistica e visone del gioco, e merita palcoscenici più importanti. Alzare il libello della rosa è necessario, perché ogni anno rimane in A sarà sempre più duro. 

 

Sampdoria voto 6,5: I blucerchiati sono quella squadra che si salva sempre con facilita, non dando mai però un seguito ai loro risultati positivi, per una poca costanza. Non confermare Ranieri è un rischio, che aveva comunque alzato il livello generale, mettendo in risalto diversi talenti. Diversi elementi lasceranno la squadra, generalmente molto anziana per età media, e chi arriverà dovrà mettersi subito in buona luce, per dare funzionalità ad un progetto ancora incerto. 

 

Torino voto 5,5: Percorso simile a quello del Cagliari per i granata, a cui però si possono tirare un pochino di più le orecchie: con Giampaolo si sono fatti rimontare troppe volte, perdendo addirittura 25 punti da situazione di vantaggio, e almeno 12/13 dal 80’ in poi. Tanti, troppi, per una salvezza arrivata all’ultimo, grazie al cuore e la determinazione di Nicola, un grande uomo e un allenatore capace. Gli innesti di Sanabria e Mandragora hanno alzato il livello, am è la grinta del mister che ha cambiato radicalmente una strada. Che cominciava ad essere oscura. Un team, da rifondare, dal portiere sino al reparto attaccanti, sono tutti in discussione. 

 

Udinese voto 6,5: Forse molti si soffermano sulle sconfitte pesanti (in tre occasioni hanno subito 5 reti) del team, ma chi se ne intende ha visto una squadra divertente e ben gestita da Gotti: dal fenomeno De Paul, forse miglior centrocampista di quest’anno in campionato, alla rinascita di Pereyra, questa squadra ha portato un effetto di “ Sud America” che mancava al campionato. Il posizionamento rimane ancora basso, ma cacciare Gotti che comquneu ha trasmesso un’anima alla rosa, è stata una scelta forse troppo azzardata, visti i buoni risultati e la salvezza acquista in anticipo. 

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