Strage di Stresa

Stresa, l’ipotesi: fune logorata e rotta dall’uso dei forchettoni

Forse lunedì la rimozione della cabina. Emerge la possibilità che la causa dell’incidente sia stato un uso eccessivo dei divaricatori, impiegati dal 2014

Stresa, l’ipotesi: fune logorata e rotta dall’uso dei forchettoni

Col passare delle ore e mentre proseguono i rilievi e gli accertamenti dei tecnici, si fa largo un’ipotesi: che il cavo della funivia, che si è spezzato domenica 23 maggio, possa essersi rotto a causa di un uso eccessivo dei cosiddetti “forchettoni”, utilizzati per impedire l’entrata in funzione dei freni d’emergenza.

Ma non solo: un video mostra come questo sistema sarebbe stato impiegato non solo nelle scorse settimane, per evitare la chiusura dell’impianto appena riaperto dopo le chiusure anti-Covid, ma fin dal 2014. Il punto sulle indagini.

 

La fune spezzata dai forchettoni?

In attesa di poter rimuovere la cabina della funivia Stresa-Motterone, che potrà essere spostata solo con una serie di interventi mirati (e che potrebbe richiedere il taglio di alcuni alberi), l’ipotesi più accreditata al momento per spiegare la rottura del cavo sembra essere un logoramento legato al ricorso eccessivo ai cosiddetti “forchettoni”.

Si tratta di particolari “ganasce” che impediscono al freno di emergenza di scattare, interrompendo la corsa, e che erano stati impiegati per ovviare a un malfunzionamento nelle settimane precedenti alla tragedia. Durante il normale orario di servizio debbono essere rimossi, ma quel 23 maggio erano stati lasciati sulla cabina 3. Secondo quanto emerso finora l’espediente, ammesso da Gabriele Tadini (ai domiciliari) ma non consentito, era stato adottato diverse volte nel corso del mese e forse anche in precedenza, come emergerebbe da un video.

 

Il video che mostra i forchettoni dal 2014

Si tratta di un filmato trasmesso dal programma tv Frontal 21 dell'emittente tv tedesca ZDF. Dalle immagini, girate dal videoamatore svizzero Michael Meier, e in particolare da un fermo immagine, emergerebbe che i forchettoni erano stati utilizzati fin dal 2014. Vi si sarebbe fatto ricorso anche nel 2016 e nel 2018.
Il video è stato messo a disposizione anche degli inquirenti italiani, come spiegato dall’emittente tedesca e confermato dal procuratore capo di Verbania: "Le abbiamo ricevute e preferisco evitare in questo momento ogni valutazione".

Gli inquirenti, dunque, sono cauti soprattutto perché c’è un passaggio, nei verbali degli interrogatori degli indagati, che dovrebbe essere chiarito e che potrebbe essere connesso.

"Una volta rimossi – si legge nel verbale dell'interrogatorio del manovratore Emanuele Rossi, a pagina 11 dell’ordinanza del Gip - i ceppi andrebbero depositati per terra, ma per comodità e consuetudine vengono lasciati sulla pedana di ispezione presente sul carrello superiore della cabina e percorrono quindi i vari tragitti insieme ad essa". Non è escluso, dunque, che i forchettoni filmati posati sulla pedana di ispezione, non fossero inseriti nel sistema frenante.

Lunedì, intanto, si dovrebbe svolgere un nuovo sopralluogo per valutare le modalità di rimozione della cabina, con la quale si darà il via ai cosiddetti accertamenti irripetibili.

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