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Tampone, guariti covid o vaccinati: come funziona il Green Pass Ue-Ita

Cosa serve per viaggiare all’estero, che differenze ci sono con il certificato verde chiesto per feste di nozze, eventi, teatri e (in futuro) discoteche

Tampone, guariti covid o vaccinati: come funziona il Green Pass Ue-Ita

Il Green Pass europeo entrerà in vigore ufficialmente il 1° luglio 2021 e avrà validità un anno.

 

Servirà per gli spostamenti all’interno dei Paesi europei, quindi renderà possibile viaggiare nell’estate 2021 e tornare a poter prenotare all’estero.

 

Ecco come funziona, chi lo rilascia e che differenze ci sono rispetto al certificato verde nazionale istituito in Italia.

 

Green Pass: cos’è e quando arriva

Il Green Pass europeo, ora ribattezzato Eu Digital Covid Certificate, è un lasciapassare che permette di tornare a viaggiare all’interno dell’Unione europea. Entrerà in vigore a partire dal 1° Luglio 2021 e avrà la validità di un anno.

 

Sarà su modello del certificato verde nazionale istituito in Italia col decreto del 22 aprile 2021 e in comune ha pressoché tutte le caratteristiche. E’ un documento che certifica, infatti, l’avvenuta vaccinazione anti-Covid, la guarigione dalla malattia oppure l’esito negativo di un test molecolare o antigenico anti-Covid, eseguito nelle 48 ore antecedenti.

 

Chi lo rilascia

L’Eu Digital Covid Certificate sarà digitale, scaricabile tramite un’App e dotato di un QR Code, esattamente come diventerà anche il Green Pass italiano, che potrebbe essere disponibile tramite la App Io della Pubblica Amministrazione o le Poste. Al momento, però, è in formato cartaceo e, come chiarito dal ministero della Salute, è rilasciato dalla struttura sanitaria o dall’ASL territoriale di competenza e sarà disponibile anche nel proprio fascicolo sanitario elettronico.

 

Chi ha già ricevuto il vaccino, dunque, sarà già in possesso del certificato, consegnato al momento della somministrazione. Avrà validità a partire dal 15esimo giorno dopo la prima dose di vaccino. Nel nuovo Decreto-legge 65/2021, in vigore dal 18 maggio, si specifica, infatti, che il Green Pass sarà rilasciato “anche contestualmente alla somministrazione della prima dose di vaccino, con validità dal quindicesimo giorno successivo alla somministrazione fino alla data prevista per il completamento del ciclo vaccinale”.

 

In caso di guarigione da malattia Covid, invece, il certificato è rilasciato dall’ospedale nel quale si è stati ricoverati, dall’ASL o dal proprio medico di fiducia, in caso non sia stato necessario il ricovero. Infine, il tampone con esito negativo, effettuato nelle 48 precedenti la richiesta di esibizione del certificato, avrà valore solo se eseguito da una struttura accreditata, con quelle sanitarie pubbliche, le private e le farmacie autorizzate, i medici di medicina generale o i pediatri di libera scelta.

Non saranno considerati validi i tamponi di autodiagnosi, come quelli venduti nei supermercati o farmacie, ma eseguiti da soli.

 

Durata del Green Pass

La durata del certificato varia a seconda della casistica: per i vaccinati sarà valido per 9 mesi dalla data di fine ciclo vaccinale (seconda dose), per gli immunizzati in quanto guariti da malattia naturale durerà 6 mesi, mentre il tampone scadrà dopo 48 ore.

 

A cosa serve

Il Green Pass italiano è richiesto per spostarsi tra Regioni in zona arancione e rossa, anche se al momento in Italia non ce ne sono.

 

È richiesto anche per partecipare a feste di matrimonio (civile e religioso), battesimi, eventi come concerti, spettacoli teatrali e, in futuro, anche per l’accesso a discoteche. E’ necessario anche per poter visitare parenti o conoscenti in case di riposo (Rsa).

 

Costi del certificato

In Italia non sono previsti costi per il rilascio della certificazione, valida come Green Pass. A livello europeo, invece, potrebbe non essere gratuito per i viaggiatori. Per questo la Commissione Europea dovrebbe stanziare 100 milioni di euro per l’acquisto di tamponi rapidi riservati ai lavoratori frontalieri e a quelli considerati essenziali.


Gli Stati membri europei non potranno adottare altre restrizioni rispetto alla richiesta del pass vaccinale, a meno di un aggravamento della situazione epidemiologica, quando potrebbero scattare misure d’emergenza come quarantene o sospensione di voli, ecc.

 

Il certificato Eu Covid-19 dovrebbe avere una validità annuale e dotato di firma elettronica, per evitare frodi e contraffazioni. Infine, i dati non potranno essere raccolti nelle banche dati degli Stati membri in rispetto della privacy e delle norme europee sulla protezione dei dati personali.

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