Incubo finito

Marò, caso chiuso. Dopo 9 anni fine procedimenti per Girone e Latorre

La Corte Suprema indiana ha ordinato lo stop al processo a carico dei due militari italiani, dopo il deposito dell’indennizzo per le famiglie delle vittime

Marò, caso chiuso. Dopo 9 anni fine procedimenti per Girone e Latorre

Dopo 9 anni, arriva la parola “fine” per i due fucilieri di Marina, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre.


La Corte Suprema indiana ha disposto la chiusura di tutti i procedimenti giudiziari nel Paese a carico dei marò, coinvolti nella morte di due pescatori indiani nel 2012.

 

A riportare la notizia oggi è il giornale indiano in lingua inglese The Hindu.

 

La chiusura del procedimento

Il 9 aprile scorso la Corte Suprema indiana aveva deciso che il caso sarebbe stato chiuso solo dopo il deposito del risarcimento pattuito. Si trattava di cento milioni di rupie, pari a circa 1,1 milioni di euro, che l’Italia avrebbe dovuto versare alle famiglie delle vittime.

 

All’udienza successiva del 19 aprile, però, il deposito non era ancora avvenuto, quindi nell’udienza presieduta dallo stesso presidente della Corte, Sharad Arvind Bobde, il procuratore generale dello Stato, Tushar Mehta, aveva dichiarato che "l'Italia ha avviato il trasferimento di denaro".

 

La vicenda

Il caso si era aperto a febbraio del 2012, quando due pescatori indiani erano rimasti uccisi al largo delle coste del Kerala. I fucilieri italiani erano impegnati in una missione antipirateria a bordo della nave commerciale italiana Enrica Lexie.

 

Avrebbero scambiando i pescatori del Saint Antony in avvicinamento per pirati, avrebbero messo in atto operazioni di dissuasione, prima con avvertimenti, poi aprendo il fuoco. Secondo l’accusa i pescatori sarebbero stati uccisi proprio dai colpi dei militari italiani.

 

La vicenda, però, è sempre rimasta avvolta da molti dubbi, a partire dal calibro dei proiettili in dotazione ai marò, che non sarebbe stato compatibile con i fori lasciati sull’imbarcazione a bordo della quale morirono Ajeesh Pink e Valentine Jelastine, e rimase ferito l'armatore del peschereccio, Freddy Bosco.

 

Il contenzioso

Dopo l’arresto e la lunga detenzione preventiva (prima in cella, poi presso l’Ambasciata italiana a New Dehli), i marò hanno fatto ritorno in Italia: Latorre in seguito a un problema di salute, Girone qualche mese dopo.

 

A luglio del 2020 il tribunale internazionale dell'Aja, che aveva riconosciuto "l'immunità funzionale" ai fucilieri, aveva stabilito che la giurisdizione sul caso spettava all'Italia e aveva disposto il risarcimento alle famiglie delle vittime.

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