Allarme materie prime

Crisi microchip ferma fabbriche Volvo e Audi. Effetti fino al 2022

Carenza microchip su mercato mondiale sta mandando in crisi intere filiere. In Belgio Volvo e Audi chiudono temporaneamente fabbriche. Effetti fino 2022

Crisi microchip ferma fabbriche Volvo e Audi. Effetti fino al 2022

Tra i tanti effetti collaterali della pandemia da Coronavirus sull’economia mondiale c’è la crisi dei microchip che rischia di trascinarsi fino al 2022, quando si spera saremo in piena ripartenza post-Covid.

 

Le case automobilistiche Volvo e Audi si sono trovate costrette a fermare temporaneamente la produzione di veicoli a causa della carenza di microprocessori, spesso prodotti nei paesi asiatici.   

 

Crisi microchip ferma fabbriche di auto in Belgio: stop di Volvo e Audi

Si fermano le fabbriche di auto in Belgio a causa della crisi mondiale dei chip, generata da una crescita esponenziale della domanda negli ultimi anni e da un'offerta che in tempi di pandemia non può essere soddisfatta a causa della riduzione della produzione per le misure anti-Covid.

 

Si è creata così una carenza di microprocessori, che sta rallentando l’economia mondiale visto il vasto utilizzo dei chip nelle filiere industriali proprio mentre è in atto la fase della ripartenza economica post pandemia.

 

Carenza chip, Clepa: ripercussioni sul settore auto fino al 2022

In Belgio la fabbrica della Volvo a Ghent e quella dell'Audi a Bruxelles hanno deciso di interrompere momentaneamente la produzione di auto a causa della scarsità di microchip.

 

In particolare, lo stabilimento Audi resterà chiuso nelle giornate di giovedì e venerdì mentre quello della Volvo chiuderà i battenti per l’intera settimana, con l’azienda costretta a mettere in cassa integrazione 6.500 dipendenti.

 

L'Associazione europea dei fornitori automobilistici (Clepa) ritiene che la carenza di chip abbia ritardato la produzione di circa mezzo milione di veicoli in tutto il mondo, prevedendo ripercussioni fino al 2022.

 

"Il secondo trimestre del 2021 è stato molto difficile e stiamo ancora assistendo in ritardi nella produzione", ha affermato il presidente di Clepa, Thorsten Muschal. "Sebbene la crisi non sia ancora finita, crediamo che il peggio sia alle spalle e che la situazione non si deteriorerà ulteriormente. Tuttavia, gli effetti potrebbero ancora farsi sentire un po' nel 2022".

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