Bilaterale italo-spagnolo

Draghi incontra a Barcellona Pedro Sanchez: “Insieme più forti”

Dalla Catalogna il premier italiano rilancia le sfide Ue post pandemia: “La ripresa sia equa e sostenibile”. Sui migranti identità di vedute Roma-Madrid

Draghi incontra a Barcellona Pedro Sanchez: “Insieme più forti”

Insieme siamo più forti”. Mario Draghi e il primo ministro spagnolo, Pedro Sanchez, rinnovano e rilanciano il legame tra Italia e Spagna. Da Barcellona - dove il presidente del Consiglio italiano ha incontrato ieri il premier iberico per un bilaterale di circa un’ora e dove è intervenuto alla terza giornata di lavori del Cercle dell’Economia - i due Paesi guardano alle “sfide del futuro”.  

Italia e Spagna non sono solo unite da profondi legami storici, politici e culturali”, afferma Draghi.

“Sono partner strategici negli ambiziosi progetti che abbiamo davanti in Europa. La transizione ecologica, la digitalizzazione, la trasformazione delle nostre città. Insieme a FranciaGermania, e gli altri Stati membri”, aggiunge, “vogliamo costruire un’Unione europea più moderna, competitiva e solidale. Che superi le tradizionali divisioni tra Nord e Sud, e si mostri unita nel confronto con le altre potenze globali del nostro tempo”. Al centro c’è il processo di “integrazione europea”, che sta a cuore a Roma come a Madrid, ma nel solco di un cambio di prospettiva che il premier italiano non perde occasione di promuovere.

 

Al Foro del dialogo Italia-Spagna, giunto alla sua diciottesima edizione, non si parla solo delle “relazioni economiche e commerciali che si confermano dinamiche e vantaggiose per entrambi i Paesi”. Nel 2020, l’Italia ha esportato in Spagna beni per un valore di circa 20 miliardi e lo stesso ha fatto la Spagna verso l'Italia. Gli investimenti italiani in Spagna superano i 40 miliardi, e nel nostro Paese ci sono circa 11 miliardi di investimenti diretti spagnoli. In agenda ci sono anche i temi sulla situazione economica europeal’immigrazione e lo sviluppo atteso dagli investimenti del Next Generation Eu. Che “oggi non sarebbe realtà”, sottolinea Sanchez, “senza il contributo e l’accelerazione che hanno intrapreso i governi di Spagna e Italia nei momenti difficili e oscuri della pandemia”.

 

Draghi però insiste: “Dobbiamo fare in modo che la ripresa sia equa e sostenibile. Nel recente passato ci siamo dimenticati dell'importanza della coesione sociale. Abbiamo dato la democrazia per scontata e abbiamo ignorato il rischio del populismo”. Per il capo di Palazzo Chigi bisogna riservare “maggiore attenzione al cambiamento climatico. Non possiamo uscire dalla crisi sanitaria per poi entrare, da sonnambuli, in una crisi ambientale”. E ancora: “Le nostre società stanno attraversando dei cambiamenti economici importanti e dobbiamo dare un sostegno ai lavoratori attraverso politiche attive del mercato del lavoro. Questo significa creare nuove opportunità per donne e giovani, oltre a riqualificare tutti coloro che hanno perso il lavoro”.

La pandemia ha imposto di correre ai ripari “per proteggere la capacità produttiva delle nostre economie. Abbiamo protetto il lato dell’offerta, ora dobbiamo fare in modo che la domanda aumenti”. L’obiettivo “ideale” per Draghi è “superare la traiettoria di crescita pre-pandemia per compensare l'aumento del debito registratosi durante la crisi sanitaria”.

 

Il premier italiano parla alla platea spagnola ma il messaggio è rivolto a tutti gli Stati membri. "Uscire con successo dalla pandemia richiede coordinamento, soprattutto all’interno dell’area euro. Dobbiamo continuare a rafforzare le nostre istituzioni, a favorire un clima di fiducia reciproca. E restare uniti come europei per affrontare le sfide più grandi dei nostri tempi”. L’autorevolezza dell’ex numero uno della Bce cresce di giorno in giorno nel Vecchio Continente. Anche Sanchez lo sottolinea: “quando Draghi parla nei Consigli europei tutti stiamo zitti e ascoltiamo”. Un riconoscimento importante da parte di un Paese amico, che l’Italia apprezza particolarmente. Ora che sul dossier immigrazione Roma ha bisogno del sostegno incondizionato dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo.

 

Il tema arriverà sul tavolo del prossimo summit dei capi di Stato e di governo che si terrà aBruxelles. Alla vigilia del “prossimo Consiglio europeo” Italia e Spagna condividono “la richiesta urgente all’Europa di giungere a una risposta comune sulla sfida dell’immigrazione, bilanciando i principi di umanitàsolidarietà e responsabilità condivisa”. E convergono sulla necessità che l’Ue chiuda quanto prima l’iter del Patto di immigrazione e asilo. In questa direzione “è necessario tenere in conto la visione dei Paesi di primo ingresso”. 

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