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Venezia rischia di non essere più patrimonio Unesco, ecco perché

Entro luglio la città lagunare potrebbe finire sulla “lista nera” dei siti che potrebbero essere esclusi. Occorrono interventi di salvaguardia urgenti

Venezia rischia di non essere più patrimonio Unesco, ecco perché

Quella risuonata in laguna non è la sirena di una delle grandi navi da crociera che ormai non transiteranno più davanti a piazza San Marco. È piuttosto un allarme, non solo per la città, ma per tutto il comparto turistico e l’indotto: Venezia potrebbe perdere il riconoscimento di patrimonio dell’UNESCO.

 

Secondo la direttrice dell’Unesco’s World Heritage Centre, infatti, "Servono misure urgenti per salvare la Laguna".

 

L’ultimatum, quindi, è scattato e il “declassamento” potrebbe arrivare nei prossimi giorni e comunque entro luglio.

Ecco perché e cosa occorre fare.

 

Venezia a rischio “esclusione”

Sono anni che la questione si trascina, ma ora sembra arrivato il momento di una decisione, che a Venezia potrebbe costare cara. La città “galleggiante”, famosa in tutto il mondo, rischia di essere esclusa dai siti patrimonio dell’UNESCO e le Grandi Navi c’entrano fino a un certo punto.

 

Secondo l’agenzia dell'Onu con sede a Parigi, occorrono “piani concreti”, come riferisce il quotidiano La Stampa, per invertire la rotta delle politiche di salvaguardia di Venezia. Insomma, un piano di ampio respiro che preveda interventi “per salvare la Laguna”, come spiegato al quotidiano dalla direttrice dell’Unesco’s World Heritage Centre.


Venezia fuori dai siti Unesco, la decisione a luglio

Secondo l’Unesco e il suo Comitato del Patrimonio Mondiale, Venezia ha bisogno di un programma che valuti l’impatto del turismo di massa sul delicato equilibrio della città lagunare. Insomma, servirebbero misure per mitigarne proprio l’effetto.

 

In caso contrario il sito, che è nella lista dei patrimoni in via di estinzione, potrebbe finire invece su una “black list”, che sarà stilata in occasione della riunione degli organi esecutivi dell’Unesco, in programma dal 16 al 31 luglio a Fazhou, in Cina.

 

Le altre città a “rischio estinzione”

Se Venezia piange, neppure Budapest gioisce. La capitale dell’Ungheria, infatti, è anch’essa osservata speciale, considerata “in pericolo”. In particolare preoccupano le rive del Danubio e il quartiere del Castello di Buda, che sono sotto la lente degli esperti dell’Unesco.

 

Se a Venezia la presenza massiccia di turisti (e prima del decreto anche le Grandi Navi) destavano dubbi sulla tenuta complessiva del sito, l’agenzia dell’Onu vede con preoccupazione soprattutto le demolizioni ungheresi, definite “intempestive” di alcuni parti di queste zone, che snaturerebbero le radici storiche.

 

Ben più distante dall’Europa, invece, è la Grande Barriera Corallina in Australia che rischia anch’essa di finire nella lista nera, a causa delle mancate politiche di protezione, a favore invece di uno sfruttamento ai fini turistici del sito, anch’esso ad oggi nella lista dei Patrimoni Unesco dell’umanità.

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