Finale Euro 2020

Mattarella a Wembley per la finale Italia-Inghilterra. I precedenti

Da Pertini a Napolitano, chi sono i presidenti della Repubblica che hanno seguito e sostenuto gli azzurri in finale, come andò all’epoca, i ricordi

Mattarella a Wembley per la finale Italia-Inghilterra. I precedenti

Saranno 1.000 i tifosi italiani ammessi allo stadio di Wembley domenica per la finale di Euro 2020.

Tra loro ce ne sarà uno speciale: il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che assisterà alla partita e supporterà la Nazionale di Roberto Mancini.


La conferma è arrivata da fonti del Quirinale a tre giorni dal match che potrebbe incoronare Chiellini e compagni come campioni dell’Europa calcistica.

 

Non è la prima volta per un Capo dello Stato: se in molti ricordano Sandro Pertini, non fu comunque l’unico.

Ecco chi furono e come andò all'epoca.

 

Mattarella in partenza oggi per Londra

L’idea che ci fosse un alto rappresentante dell’Italia a Roma in occasione della finale con l’Inghilterra ha iniziato a circolare solo dopo la qualificazione ufficiale, al termine della sofferta partita con la Spagna, di martedì, vinta poi ai rigori per 5-3.

 

 

Le possibilità erano due: o il premier, Mario Draghi, che pure si era detto contrario a far disputare le semifinali e finali di Euro 2020 a Londra a causa dei rialzi dei contagi per la variante Delta; oppure il capo dello Stato, Sergio Mattarella, come è stato effettivamente deciso.

Una scelta soppesata, dopo aver valutato tutti gli aspetti di controlli connessi proprio alla crisi sanitaria.

 

Sugli spalti Mattarella, il principe Carlo e Johnson

Il Presidente della Repubblica, dunque, partirà alla volta Londra domenica mattina.

Poi in serata sarà sulle tribune ad assistere al match e a tifare Italia. Ma non sarà l’unica autorità.

Al suo fianco, naturalmente, ci saranno i rappresentati dell’Inghilterra e, in particolare, il principe Carlo, come membro della Casa Reale, e il premier Boris Johnson, come autorità politica.

 

I precedenti: da Pertini a Ciampi e Napolitano

La presenza di un capo dello Stato in occasione di un evento sportivo così di rilievo non è un unicum.

Prima di Sergio Mattarella era toccato a un altro Presidente della Repubblica, Sandro Pertini, di cui si ricorda certamente il trasporto nel tifo e sostegno alla Nazionale. Era l'11 luglio 1982 e Pertini era presente sugli spalti del Santiago Bernabeu di Madrid quando l'Italia di Bearzot e Paolo Rossi affrontò la Germania nella finale del Mundial.

 

Accanto al Presidente esultante c’è all’epoca un’altra “testa coronata”: quella di re Juan Carlos. Famoso anche il labiale che gli italiani lessero dall’espressione di Pertini: "Non ci prendono più, non ci prendono più".


Ma non solo. Mentre il cronista Nando Martellini, durante la partita, commentava “Esultiamo con Pertini”, durante il volo di ritorno da Madrid a Roma fu proprio il Presidente-tifoso a unirsi a una indimenticabile partita a carte, in coppia con Zoff e contro Bearzot e Causio, con Pertini che se la prese con il portierone azzurro ritenendolo “colpevole” della sconfitta al gioco.

 

Nel 2000, invece, fu Carlo Azeglio Ciampi ad assistere alla finale degli Europei a Rotterdam, in Olanda, con gli azzurri impegnati contro la Francia. Ma il risultato di quella partita, giocata il 2 luglio, fu una sconfitta per l’Italia, grazie a un di Trezeguet.

Per Ciampi nessuna partita a carte, ma un po’ di consolazione agli azzurri, raggiunti nel dopo partita negli spogliatoi.

Infine, nel 2006 ecco un altro match combattuto, sofferto, ma vinto in finale dalla Nazionale.

 

Questa volta Presidente della Repubblica era Giorgio Napolitano, che raggiunse Berlino per la famosa finale del Mondiale, ancora una volta tra Italia e Francia. In quel caso il risultato fu una vittoria azzurra ai rigori contro i Blues, anche se il coinvolgimento del capo dello Stato, allora, fu molto più contenuto rispetto a quello di Sandro Pertini.

 

Ora toccherà a Mattarella e gli occhi saranno puntati, oltre che Chiellini, Chiesa, Locatelli & C, anche un po’ di su di lui.

 

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