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G20 dell’ambiente a Napoli: i grandi della Terra parlano di clima

Da oggi il summit nel capoluogo campano, in vista della Conferenza Onu Cop26 di settembre a Glasgow. I provvedimenti al vaglio per tagliare le emissioni

G20 dell’ambiente a Napoli: i grandi della Terra parlano di clima

Apre i battenti a Napoli il G20 dell’Ambiente, il summit con i big del Pianeta riuniti per discutere di cambiamenti climatici, proprio dopo le drammatiche alluvioni in Cina, a Zhengzhou, e in Germania e Belgio, dove si sono contate oltre 170 vittime e numerosi dispersi.

 

L’urgenza di decidere nuovi provvedimenti sul contenimento delle emissioni inquinanti per ridurre l’impatto ambientale delle attività dell’uomo è diventato un imperativo, soprattutto in vista del Cop26, la conferenza dell’Onu sul clima in programma a settembre a Glasgow, in collaborazione con l’Italia.

 

I temi sul tavolo e gli obiettivi della due giorni a Napoli.

 

G20 dell’Ambiente: i temi

Biodiversità, economia circolare e finanza verde sono i tre temi al centro dell’attenzione dei big della Terra, riuniti il 22 e 23 luglio a Napoli. In particolare l’Italia punterà ad aumentare la sensibilità nei confronti della tutela dei mari e degli oceani, e per la difesa e il ripristino del suolo.

 

Molta attenzione è riservata alla riduzione dell’impiego delle energie di origine fossile, come il carbone, con la richiesta di un maggior impegno finanziario verso le energie rinnovabili e la transizione ecologica.

Ma anche i cambiamenti climatici sono uno dei nodi, soprattutto dopo i recenti casi di alluvioni in Germania e Belgio, e in Cina nelle ultime ore.

 

I protagonisti

A presiedere il summit è l’Italia, che ha già ospitato anche il G20 dei ministri degli Esteri a Matera e quello dell’economia e finanza a Venezia.

 

Ad intervenire sono i Paesi che al momento sono anche responsabili di oltre l’80% del consumo energetico mondiale, oltre a essere anche i principali produttori di energie rinnovabili.

 

L’Europa spicca per virtuosismo, perché è responsabile dell’emissione solo del 4% di emissioni inquinanti, contro il 15% circa degli Usa e il 28% della Cina, per questo sarà importante un coinvolgimento di questi ultimi due attori mondiali.

 

Al G20 ci sono anche i maggiori produttori di petrolio, cioè Arabia Saudita, Stati Uniti, Russia, Canada e Cina.

 

I risultati europei e il coinvolgimento di Cina e Russia

Proprio Pechino è uno dei soggetti che si punta a coinvolgere con impegni più vincolanti e stringenti nella riduzione delle emissioni. Il G20 dell’Ambiente, infatti, arriva a pochi giorni dalla presentazione di “Fit For 55”, il pacchetto di misure messo a punto dalla Commissione europea per tagliare l’anidride carbonica del 55% entro il 2030, rispetto ai livelli del 1990.

 

La Cina, per ora, punta a raggiungere la “neutralità climatica” cioè un equilibrio tra emissioni e sfruttamento delle risorse, entro il 2060, dieci anni dopo l’Ue. Anche la Russia è indietro da questo punto di vista, mentre gli Usa di Joe Biden sembrano intenzionati a un maggior impegno di risorse e sforzi nel settore ambientale.

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