Bond e il paradosso Mykonos

BCE: covid e ripresa Eurozona, Lagarde su PEPP al board di Francoforte

Sul tavolo del board dell’Eurotower numeri della ripresa e programmi di acquisto dei bond con sguardo alla politica monetaria dei prossimi mesi in Eurozona.

BCE: covid e ripresa Eurozona, Lagarde su PEPP al board di Francoforte

Ha un significato rilevante, non solo per i Governi ma in primis per il mercato, la direzione della politica monetaria dell’Eurozona emersa oggi dagli esiti della riunione dei membri del board della Banca Centrale Europea a Francoforte.

 

Lagarde dall’Eurotower: “no a stretta prematura”

Il discorso di oggi della Presidente della BCE, Christine Lagarde, mostra segnali di ripresa per l’economia europea, in particolare quella dell’Eurozona. Ma l’alto numero dei contagi da covid19 e il rischio di aumento nella diffusione delle nuove varianti resta una concreta minaccia.

 

Uno scenario con cui l’Eurotower deve fare i conti. Dopo aver illustrato brevemente i numeri della ripresa, Christine Lagarde ha affermato che la BCE resterà in “pazienteattesa di dati economici che confermino maggiore stabilità in questa fase di rilancio economico post-pandemico. Ma ha aggiunto che c’è l’intenzione di evitare qualsiasistretta prematura” alla politica monetaria dell’Ue.

 

Invariati i tassi, inflazione in aumento, sostegno del PEPP

La pandemia continua a proiettare un’ombra”, ha spiegato in conferenza stampa annunciando che la riunione odierna ha lasciato i tassi invariati, apportando invece una revisione alla cosiddetta forward guidance, quella governance che determinerà le decisioni con effetti immediati nei prossimi mesi e stabilita in base alla valutazione dei rischi "ampiamente bilanciati” - ha puntualizzato la Lagarde ribadendo come ulteriori definizioni dipenderanno per lo più dall’andamento della pandemia e delle vaccinazioni.

 

Come già emerso nelle Previsioni economiche d’estate pubblicate dalla Commissione europea e presentate a Bruxelles da Paolo Gentiloni qualche settimana fa, la BCE conferma che le stime sull’inflazione indicano un progressivo aumento, “per poi diminuire nel 2022”. Le attese sul discorso di Christine Lagarde, al termine dei lavori odierni, ha creato attese sulla sua abilità di segnalare il maggiore raggio d’azione di cui disporrà la Banca per scongiurare una reazione negativa dei mercati rispetto al nuovo target d’inflazione, ridefinito al 2%.

 

Nuovi picchi di contagi mettono a rischio i benefici della recente riapertura estiva delle economie dei 27 e le prospettive di crescita del PIL dell’Eurozona. È la variante Delta a preoccupare e a far scattare - per alcuni Governi - il ritorno a misure restrittive per contenere il virus. La BCE ha comunque confermato l’impegno provvisorio a sostenere gli acquisti di bond attraverso il programma temporaneo di aiuti anti-pandemia, il PEPP.

 

Ma a partire da settembre gli indirizzi potrebbero cambiare, dato che si potrebbe assistere ad un rallentamento gli acquisti di titoli. Fino a corca una settimana fa, gli acquisti ammontavano ai due terzi dei 1.850 miliardi di euro messi a disposizione attraverso il PEPP. Nonostante le incertezze, i più ottimisti prevedono che la validità dello strumento possa essere estesa da marzo 2022.

 

Si avverte anche di tenere gli occhi aperti sui meccanismi del Quantitative Easing, ipotizzando come il piano ordinario di acquisti mensili da 20 miliardi di euro sia destinato a mutare.

 

Sfora il 100% il debito in Eurozona, PIL Italia al 160%

L’ultimo rapporto dell’Eurostat indica che il debito pubblico dell’Eurozona è aumentato al 100,5% del PIL. È la prima volta che supera ufficialmente la soglia il tetto massimo (era al 97,8% alla fine del quarto trimestre 2020).

Ai primi posti c’è Grecia (209,3%), Italia (160%), Portogallo (137,2%), Cipro (125,7%), Spagna (125,2%), Belgio (118,6%), Francia (118%). Tra i più virtuosi, Estonia (18,5%), Bulgaria (25,1%) e Lussemburgo (28,1%).

 

Paradosso di Mykonos: coprifuoco alla movida per non perdere aiuti

Gli effetti della gestione politica dell’emergenza pandemica e le dinamiche economico-finanziarie del “recovery package” sono correlate. Specialmente nel contesto della crisi della Grecia (ma il discorso vale anche per l’Italia), su cui si prevede uno duro confronto tra falchi e colombe. Se all’Eurotower fosse negata la funzione di prestatore di ultima istanza, lo scenario si aggraverebbe per l’economia di Atene, mettendo a repentaglio l’esistenza dell’Unione Monetaria.

 

Nelle rassegne degli ultimi giorni, si è visto come “chiudere” Mykonos (con imposizione del coprifuoco e regole che limitano alcuni spostamenti o divertimenti notturni ai turisti), capitale della movida ellenica, è vista come la carta giocata da Atene per non perdere la deroga di acquisto della BCE. Una dinamica definita un vero e proprio “paradosso” da alcuni osservatori economici internazionali. Ma la durata temporale del coprifuoco e delle misure è di fatto temporanea: la fine del coprifuoco è prevista infatti per il 26 luglio (solo a 4 giorni dopo la riunione odierna della BCE).

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