Oltre 50.000 numeri

Pegasus: Prodi spiato da intelligence marocchina come Michel e Macron

Nel mirino del pericoloso spyware israeliano anche l’exPresidente della Commissione Ue. Dubbi e ipotesi su rivelazioni di Forbidden Stories su lista target.

Pegasus: Prodi spiato da intelligence marocchina come Michel e Macron

Il caso Pegasus preoccupa sempre più Governi, soprattutto in Europa, ma anche organizzazioni come la NATO.

 

Dopo la notizia con cui Le Monde ha rivelato come il telefono di Macron sia stato identificato dall’intelligence marocchina tra i target dello spyware israeliano, è la volta di Romano Prodi, ex-Presidente della Commissione europea.

 

Pegasus controlla giornalisti, politici ed oppositori con un sistema di spionaggio ad ampio raggio. Fermento si sta generando attorno alla lunga lista dei soggetti nel mirino dei Servizi Segreti.

 

Romano Prodi spiato dal software: “vorrei sapere da chi”

Oltre a essere stato a capo dell’Esecutivo Ue, Prodi è stato anche Presidente del Consiglio. Una personalità politica, a Roma come a Bruxelles, tale da averlo reso il potenziale obiettivo dei Servizi Segreti del Marocco. “Non sono sorpreso, e neanche preoccupato”, ha dichiarato, dopo aver ringraziato i reporter del Washington Post che lo hanno avvisato di essere presente su Pegasus.

 

Ha tuttavia espresso curiosità riguardo all’identità degli autori dello spionaggio.“Non so perché abbiano cercato di spiarmi. Mi piacerebbe sapere per conto di chi”. Si apprende che il suo smartphone potrebbe essere caduto nella rete degli 007 del Marocco quando, nel 2012, Prodi aveva effettuato missioni nel Sahel come Special Envoy dell’ONU. Resta incertezza riguardo ai motivi e l’oggetto che lo hanno fatto inserire nella lista.

 

Macron e Michel nel mirino di Pegasus

Il cellulare di Emmanuel Macron è stato selezionato da un servizio operante per conto dell’intelligence di Rabat, ed è quindi comparso tra i target di Pegasus. La rivelazione è arrivata con un rapporto a cura di un consorzio internazionale per cui lavorano media e ONG che stanno indagando sull’uso di Pegasus.

 

Anche uno dei numeri di telefono appartenente al Presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, è stato selezionato come potenziale target del pericoloso spyware. Stando alle prime ipotesi, il dispositivo sarebbe stato infettato in Marocco nel 2019, quando Michel ricopriva ancora la carica di Premier del Belgio.

 

Se  è davvero così, questo fatto è inaccettabile”, ha affermato Ursula Von der Leyen a Bruxelles sulla gravità del caso Pegasus. Dello stesso avviso anche Jean Castex, Primo Ministro a Parigi, interpellato ieri sulla questione dai deputati francesi, visto che sia Eduard Philippe che altri 14 politici attivi all’Eliseo compaiono nella lista dei target.

 

Dello stesso parere anche un Portavoce della Commissione europea, a cui è stato chiesto un commento anche sulla vicenda di una reporter spiata che ieri ha fatto sapere alla stampa che, “dalle foto coi figli fino al conto in banca”, il suo smartphone è stato ampiamente setacciato per intercettare dati ed informazioni.

 

Lista contatti Pegasus: cosa rivela Forbidden Stories

A crearlo è stata la società israeliana NSO. L’applicazione risulta sia per la strategia anti-terrorismo, che per attività illecite come il controllo di oppositori, attivisti per i diritti umani, giornalisti, avvocati, leader politici e consulenti.

 

Il totale dei target spiati sarebbe di oltre 50.000 nomi inseriti in una lista su cui tutti, a partire dai Governi, cercano di fare luce. L’organizzazione no profit Forbidden Stories e altri 16 media hanno lanciato l’allarme con una serie di rivelazioni. Non tutti i contatti dei cellulari inseriti nell’elenco visionato da Forbidden Stories sono stati spiati.

 

Rimangono importanti punti di domanda. Non c’è dubbio sul fatto che i Paesi che hanno accesso a Pegasus (per lo più Marocco e Messico) potrebbero usare il software per estrarre informazioni anche dai numeri non ancora violati.

 

Intanto, alla Corte d’Appello di Rabat è stato chiesto di aprire un’inchiesta contro Forbidden Stories, per aver tentato accuse “false e infondate”, a danno delle autorità pubbliche nazionali e contro gli “interessi superiori del Regno del Marocco”.

 

Majorino (PD) su rischi Pegasus: “si sarebbe dovuto intervenire ben prima”

È inquietante quanto emerso sull’utilizzo del software Pegasus e rivelato dall’inchiesta (...)”, ha osservato l’europarlamentare del PD, Pierfrancesco Majorino.
Pegasus ha tenuto sotto controllo almeno 50.000 utenze (...), uno scenario pericoloso per la nostra democrazia e la tutela della libertà di stampa (...). Tra i possibili clienti di Pegasus, “compare l’Ungheria di Orban, che ha già dimostrato disprezzo dello Stato di diritto (...), un pericolo non nuovo e su cui si sarebbe dovuto intervenire ben prima”.

 

L’eurodeputato ha spiegato come, nel 2019, avesse presentato un’interrogazione parlamentare alla Commissione per denunciare come il Governo del Marocco stesse utilizzando Pegasus (almeno da ottobre 2017) per monitorare due attivisti dei diritti umani.

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