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Il punto

Draghi, il duello tra Salvini e Letta e le incertezze di Conte

Green Pass, migranti, Mps: i toni si alzano in vista del match più importante, quello sul Colle. 5S in cerca di stabilità: Statuto, stasera l’esito del voto

Draghi, il duello tra Salvini e Letta e le incertezze di Conte

Se è vero che le nuove norme su restrizioni e Green pass hanno subito la settimana scorsa una battuta d’arresto per via dei conflitti esplosi nella maggioranza, uno spiraglio potrebbe aprirsi giovedì con la convocazione di una riunione del Consiglio dei ministri. Nulla di confermato, ma che siano giornate di trattative intense tra Palazzo Chigi e i partiti della coalizione per arrivare ai nuovi provvedimenti è fuori di dubbio. 

Intanto, stasera, con il voto finale a Montecitorio sulla riforma Cartabia – che ha già incassato la doppia fiducia – si chiude il primo step parlamentare cui seguirà domani quello a Palazzo Madama. La giornata alla Camera sarà dedicata all’esame degli ordini del giorno, seguiranno le dichiarazioni di voto e in serata il via libera. Ma se il treno del ddl giustizia ormai procede spedito, è fuori dalle aule parlamentari che emergono nuovi attriti e divisioni.

 

La vicenda del Monte dei Paschi di Siena, per il quale il Tesoro è pronto a trasferire il suo 64% a Unicredit alimenta lotte intestine, soprattutto tra Lega e Pd. Il Mef e Palazzo Chigi guardano all’intera operazione in termini di ricadute finanziarie ed economiche, ma i problemi elettorali e di consenso di dem e Carroccio stanno avendo un impatto, soprattutto mediatico, sullo svolgimento della vicenda. La candidatura di Enrico Letta proprio nel collegio di Siena, rimasto vacante dopo le dimissioni dell’ex ministro Gian Carlo Padoan, passato alla presidenza di Unicredit, sta attribuendo alla partita una connotazione più politica che economica, mettendo in difficoltà il premier Draghi e il ministro Franco

 

In realtà, da settimane, i grandi antagonisti all’interno dell’alleanza di unità nazionale sono diventati il Nazareno e via Bellerio. Non passa giorno senza uno scambio di battute al vetriolo tra Salvini e Letta sui dossier dalla connotazione prettamente politica. L’ultimo, sui migranti e la ministra dell’Interno Lamorgese. “Non sa fare il suo lavoro”, ha detto il leader leghista, “sostenere un governo che accetta gli sbarchi è un problema”. Immediata la risposta dei democratici: “Quello al ministro Lamorgese sul tema dell’immigrazione è un doppio attacco all’azione del presidente del Consiglio e a una destabilizzazione inopportuna del quadro politico. E indebolisce il governo sul piano europeo in questa complessa fase di negoziato”.

Non sono solo schermaglie. I toni da qualche giorno si sono alzati. I due duellano a distanza, prendono le misure, si sfidano, ben sapendo che passata la tornata elettorale delle amministrative di autunno, c’è una partita da giocare. La più importante: la scelta del successore di Sergio Mattarella sul Colle più alto. 

 

Da questi match per il momento si sono autoesclusi i Cinque Stelle, ancora alla ricerca di stabilità e alle prese con prove di ben altra natura. Sulla riforma del processo penale Giuseppe Conte alla fine è riuscito a superare la sua prima verifica parlamentare. Stanotte alla Camera le truppe pentastellate hanno votato sì, solo 13 le assenze registrate. Ma oggi c’è un altro test decisivo: quello sullo Statuto. Entro stasera alle 19 va superata la soglia dei 50 mila votanti, altrimenti il voto on line è da rifare. Si replicherebbe il 5 e il 6 agosto. Ore di attesa per il l’avvocato, leader in pectore da mesi sulla strada di un’incoronazione che si sta rivelando piena di insidie.

Prima arrivate dall’alto – vedi l’attacco di Beppe Grillo – e dopo dal basso: ieri sui social l’ashtag ‘servo del sistema’ è stato tra i più cliccati. Una valanga di contestazioni su cui si fanno molte ipotesi per tempistica e modalità e che, secondo i 5S sarebbe stata studiata a tavolino per incidere sull’orientamento degli iscritti chiamati a esprimersi su Skyvote

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