La ricetta di Tridico sulle Pensioni

Riforma Pensioni, Tridico (Inps): flessibilità senza far saltare conti

Il presidente dell’Inps Tridico critica Quota 41 proposta dai sindacati e dichiara: serve flessibilità senza far saltare i conti. Spinge per doppio binario

Riforma Pensioni, Tridico (Inps): flessibilità senza far saltare conti

A pochi giorni dall’apertura di un tavolo di confronto tra governo e sindacati sulla Riforma delle Pensioni per decidere cosa fare dopo Quota 100 il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, afferma che servono forme di flessibilità previdenziale realistiche e compatibili con le esigenze dei conti pubblici.

 

Facile a dirsi, difficile da farsi. Tridico sottolinea i punti critici di Quota 41, misura proposta dai sindacati.  

 

Riforma Pensioni, Tridico: flessibilità senza far saltare i conti

Per risolvere il problema delle pensioni dopo la fine di Quota 100 bisognerà prendere in considerazione non solo la flessibilità ma anche l’equilibrio dei conti pubblici.

 

In un’intervista a Il Messaggero il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico sottolinea questo concetto criticando la misura proposta dai sindacati Quota 41 e spingendo per il doppio binario.

 

Il problema sulle pensioni si verrà a creare con la scadenza naturale di Quota 100, 31 dicembre 2021, visto che si tornerà alle regole della Legge Fornero e all’uscita dal mondo del lavoro a 67 anni dai 62 di Quota 100.

 

Lo scalone di 5 anni fa paura: allo studio forme di flessibilità previdenziali alternative come Quota 64 e Quota 41.

 

Innanzitutto, Tridico ha ricordato che per il dopo Quota 100 non partiamo proprio da zero. “Esistono già nel sistema varie forme di anticipo, sulle quali bisognerebbe concentrarsi. I sindacati dicono di volere la flessibilità e propongono Quota 41 per tutti (41 anni di contributi per tutti i lavoratori senza limite di età anagrafica) ma questa in realtà è una forma di rigidità, come del resto lo era Quota 100. Se si stabilisce una quota senza differenziare rispetto a lavori concreti e carriere viene fuori una misura iniqua. Quota 41 è iniqua, ad esempio, per le donne o i gravosi, oltre ad essere molto costosa per il bilancio dello Stato”, spiega Tridico.

 

Pensioni, per il presidente Inps Tridico Quota 41 rischia di essere iniqua

Quota 41, misura proposta dai sindacati per il dopo Quota 100, secondo i calcoli dell’Inps verrebbe a costare fino a “9 miliardi l'anno, partendo da oltre 4 subito”, osserva Tridico.

 

“Abbiamo uno strumento, l'Ape sociale, che andrebbe rafforzato facendo entrare altre categorie degne di protezione, ma sulle base dell'effettiva gravosità delle singole mansioni. E questo all'interno di un sistema contributivo che ormai è la regola. Nella visione della flessibilità io avevo proposto anche un doppio canale, uscita a 63 anni con la quota contributiva mentre la pensione completa scatterebbe ai 67. Un meccanismo del genere porterebbe sostenibilità per i conti pubblici e flessibilità; ma se non lo si adotta allora la via è quella degli interventi chirurgici come appunto l'estensione dell'Ape sociale e delle regole per i lavori usuranti”.

 

Tridico ricorda che anche l'Europa “ci chiede di non tornare indietro sulle riforme previdenziali: d'altra parte abbiamo deciso che i nostri figli avranno queste regole e quindi a maggior ragione devono andare bene per noi”.

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