Testo passa in Senato

Riforma Giustizia, via libera della Camera con 396 sì. Sfiorata rissa

Via libera della Camera alla Riforma della Giustizia targata Cartabia con 396 voti favorevoli. Bagarre in Aula, sfiorata la rissa tra Leu e Italia Viva

Riforma Giustizia, via libera della Camera con 396 sì. Sfiorata rissa

Ieri sera è arrivato il via libera della Camera alla Riforma della Giustizia targata Cartabia, con non poche difficoltà considerando che la maggioranza di governo anche in questa occasione si è divisa più volte durante le votazioni sugli ordini del giorno.

 

Il testo passa ora al Senato, che lo esaminerà alla ripresa della pausa estiva, vale a dire a settembre.

 

Ok della Camera alla Riforma della Giustizia con 396 sì. Tensione in Aula

Con 396 voti favorevoli, 57 contrari e 3 astenuti, la Camera ha approvato la Riforma della Giustizia a firma Cartabia, il disegno di legge delega che riscrive il processo penale.   

 

Non è stato facile arrivare a questo traguardo, considerando le diverse posizioni all’interno dell’ampia maggioranza di governo che sostiene Mario Draghi. Durante le votazioni sugli ordini del giorno, 95 in tutto, la maggioranza si è divisa più volte, si è arrivati addirittura a sfiorare la rissa.

 

A spaccare la maggioranza il voto sulla responsabilità civile dei giudici chiesto da Fdi di Giorgia Meloni: Lega e Forza Italia decidono di astenersi nonostante il parere contrario del governo scatenando una vera e propria bagarre.

 

La capogruppo del Pd, Debora Serracchiani, commenta: “Non si possono in quest'Aula prendere delle decisioni diverse da quelle che si assumono in Consiglio dei Ministri che sono il frutto di un lavoro comune". “Non bisogna portare quello che c'è fuori da quest'Aula dentro quest'Aula, dove le decisioni devono essere il più possibile unitarie", tuona la pidiessina ricevendo man forte dal capogruppo di Leu, Federico Fornaro, secondo il quale "ognuno ha le sue battaglie storiche e alla fine si raggiunge un compromesso e lo si mantiene con lealtà, altrimenti è 'liberi tutti'. Questo è un brutto, bruttissimo inizio di semestre bianco".

 

Riforma Giustizia: la maggioranza si spacca più volte in Aula. Sfiorata la rissa

La situazione degenera quando il deputato di Italia Viva, Roberto Giachetti, ricorda all’onorevole Fornaro che lui stesso “ha invitato Travaglio a insultare il presidente del Consiglio! Ma con che coraggio viene qui? Siete voi che non siete leali! E non venite a darci lezioni di lealtà!". Fornaro perde le staffe e insulta Giachetti, costringendo Fico a riportare l’ordine.

 

Sull’astensione dal voto la Lega si difende dichiarando tramite il deputato Manfredi Potenti, che l’ordine del giorno "corrisponde al contenuto del quesito referendario che la Lega ha voluto proporre al popolo italiano" mentre il presidente dei deputati forzisti, Roberto Occhiuto, ricorda alla Serracchiani che "noi non abbiamo mai minacciato di ritirare i Ministri, né abbiamo mai posto all'ordine del giorno del Parlamento temi divisivi per la maggioranza. Il Pd lo ha fatto".

 

Botta e riposta anche sugli ecoreati, con il capogruppo della Lega, Riccardo Molinari, che tuona: "M5s vota contro il governo e gli stessi gruppi che ci bacchettavano si sono astenuti esattamente come il centrodestra questa mattina. Sarebbe interessante sapere, da chi accusa il centrodestra di mettere in difficoltà la maggioranza di questo Governo di unità nazionale, quale debba essere l'interpretazione di questo voto".

COPYRIGHT THEITALIANTIMES.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA