Tutto da capo

Ponte sullo Stretto, Giovannini: studio fattibilità in primavera 2022

Si torna a parlare di Ponte sullo Stretto, ricominciando da zero. Ministro Giovannini propone affidare Italferr studio fattibilità: consegna primavera 2022

Ponte sullo Stretto, Giovannini: studio fattibilità in primavera 2022

Secondo la relazione del gruppo di esperti consegnata lo scorso 30 aprile al governo “sussistono profonde motivazioni” per realizzare il Ponte sullo Stretto. A dichiararlo il ministro delle Infrastrutture e della mobilità, Enrico Giovannini, nel corso di una audizione tenutasi ieri mattina nelle commissioni riunite Ambiente e Trasporti della Camera.

 

Si riaccende il dibattito tra le varie forze politiche, questa volta anche in seno all’ampia maggioranza che sostiene il governo Draghi.

 

Si torna a parlare di Ponte sullo Stretto: audizione ministro Giovannini

L’esecutivo sembra essere intenzionato ad “adottare le opportune iniziative al fine di individuare le risorse necessarie per realizzare un collegamento stabile, veloce e sostenibile dello Stretto di Messina”.

 

Si torna a parlare dunque di Ponte sullo Stretto, misura che da sempre ha diviso le forze politiche. Il ministro delle Infrastrutture e della mobilità, Enrico Giovannini, nel corso di una audizione tenutasi ieri mattina nelle commissioni riunite Ambiente e Trasporti della Camera, ha dichiarato che secondo gli esperti interpellati dal governo sul dossier “sussistono profonde motivazioni” per realizzare il Ponte sullo Stretto. Previsto il passaggio di 11 milioni di passeggeri l’anno, 0,8 milioni di veicoli pesanti per il trasporto merci e 1,8 milioni di veicoli leggeri.

 

Ponte Stretto: Giovannini propone di affidare progetto fattibilità ad Italferr

Giovannini ha proposto di affidare a Italferr, società del Gruppo Fs, la redazione di un progetto di fattibilità tecnico-economica “al fine di confrontare diverse soluzioni”. Proposto lo stanziamento di 50 milioni di euro nella legge di Bilancio 2022, con la consegna del documento “entro la primavera del 2022, così da avviare un dibattito pubblico al fine di pervenire a una scelta condivisa con i diversi portatori di interesse”.

 

Il progetto originario a campata unica, che dovrebbe in ogni caso essere rivisto sotto ogni punto di vista (ambientale, tecnico, economico, etc), potrebbe essere sostituito da un ponte a tre campate per via dei “costi presumibilmente inferiori” (8,5 miliardi di euro il costo del progetto a campata unica presentato dal consorzio Eurolink nel 2011) ma anche per il minor impatto ambientale.

 

Giovannini ha ricordato che il Ponte sullo Stretto non è stato inserito tra gli investimenti previsti dal Pnrr, perché l’infrastruttura non potrebbe essere conclusa entro il 2026, ma che “quest’opera è inserita tra quelle del corridoio europeo e quindi c’è la possibilità di avviare un’interlocuzione con la commissione Ue sulla base di un progetto” per ottenere i fondi.

COPYRIGHT THEITALIANTIMES.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA