Pianeta Terra

Clima, l’allarme dell’Onu al mondo: “Conseguenze irreversibili”

L’attenzione ora è sulla Cop 26, la Conferenza delle Nazioni Unite sul climate change che si terrà a Glasgow, in Scozia, dal 31 ottobre al 12 novembre

Clima, l’allarme dell’Onu al mondo: “Conseguenze irreversibili”

Mai i dati sul pianeta sono stati così allarmanti. La prima parte dell’ultimo rapporto del Gruppo intergovernativo di scienziati del cambiamento climatico (Ipcc), approvato dall’Onu, non lascia scampo.
Nel 2019 le concentrazioni nell’aria di Co2 sono state le più alte degli ultimi 2 milioni di anni e quelle di metano e biossido di azoto le più elevate degli ultimi 800.000 anni. Record drammatici a cui si accompagna l’aumento della temperatura del globo, cresciuta nell’ultimo mezzo secolo ad una velocità mai registrata prima. 

 

Il climate change in alcuni casi sta provocando cambiamenti “irreversibili in centinaia o migliaia di anni”, come il continuo aumento del livello del mare.  Una situazione che, dicono gli scienziati, accomuna ogni angolo del pianeta. Il nodo è sempre lo stesso: è necessario ridurre drasticamente le emissioni dei gas serra, soprattutto di anidride carbonica. Quanto fatto fino ad oggi si è rivelato del tutto insufficiente.

 

I ‘grandi’ della Terra sembrano avere oggi maggiore consapevolezza degli effetti disastrosi che il surriscaldamento globale sta producendo. “Le misure e le azioni ambiziose sul fronte ambientale non possono più essere ritardate”, ha dichiarato il segretario di Stato americano Antony Blinken in merito al rapporto pubblicato dalle Nazioni Unite. Per il numero uno della diplomazia di Washington “in questo momento serve che i leader mondiali, il settore privato e i singoli individui agiscano insieme e con urgenza e facciano tutto ciò che è necessario per proteggere il nostro pianeta e il nostro futuro”.

Anche l’Ue si è espressa. Il commissario all’Economia, Paolo Gentiloni, parla di “codice rosso per il pianeta e per i tutti i continenti”, mentre il vice presidente della Commissione e responsabile del Green Deal europeo, Frans Timmermans, lancia un messaggio di speranza: “Non è troppo tardi per arginare la tendenza e per prevenire uno squilibrio incontrollabile, a condizione di agire con risolutezza ora e tutti insieme”.

 

 Per il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio “Il tema riguarda tutti noi e ogni aspetto della nostra vita. Bisogna dare una risposta efficace, senza perdere tempo”. E annuncia che anche l’Italia, al pari di Usa, Regno Unito, Francia e Germania, avrà un inviato speciale per il cambiamento climatico, ovvero “l’incaricato di seguire i negoziati e di rappresentare l’Italia a tutti i tavoli internazionali”. La nomina avverrà a settembre.  

 

Ora l’attesa è tutta per la Cop 26, la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici che si terrà a Glasgow, in Scozia, dal 31 ottobre al 12 novembre. Il Regno Unito ospiterà per la prima volta l’eventoorganizzato con la collaborazione dell’Italia, che vedrà una partecipazione straordinaria tra capi di Stato, attivisti ed esperti di tutto il mondo. Un appuntamento a cui si guarda con estrema attenzione, nella speranza che i negoziati compiano stavolta passi decisivi in avanti.

 

Tanti i temi in discussione, tra cui questioni rimaste in sospeso nella Cop 25. Intanto da Climate Action Network International che riunisce più di 1500 organizzazioni ambientaliste e umanitarie in oltre 130 nazioni del mondo arriva l’appello fermare il “disastro verso il quale sta andando la Terra”. Il rapporto Onu è “un campanello d’allarme per eliminare entro questo decennio i combustibili fossili e ridurre drasticamente le emissioni”. 

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